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Auguri

Auguri a tutti di buon Natale, e già che ci sono anche di fine anno.

Per chi come me non va da nessuna parte, a risentirci anche durante le feste!

CRI: malainformazione e FUD sull’AIDS

Premessa: io sulla questione ho le mie idee (devo comunque trovare il tempo di approfondire l’argomento); tuttavia in questo caso credo di presentare fatti su cui possono concordare un po’ tutti, ad un’analisi oggettiva.

Descrizione della scena: all’uscita della mensa universitaria è stato messo un banchino della Croce Rossa Italiana per informare gli studenti sull’AIDS e distribuire preservativi aggratis. Una persona al banchino per chi voleva più informazioni, una a distribuire i volantini.
In questo momento mi metto nei panni di uno che ha fatto come me: cioè ha preso il volantino e se l’è letto con comodo lontano dal luogo delle “ulteriori informazioni”.

Perché malainformazione: chi ha scritto il volantino si è contraddetto da solo. In una parte del volantino c’è riportato un elenco di situazioni in cui si può veicolare o meno l’HIV. Primo nella lista dei modi con cui si trasmette l’HIV: “sangue”. Ultimo nella lista dei modi con cui non si trasmette l’HIV: “donazione di sangue”. Ora: ma ’sto virus allora si trasmette attraverso il sangue sì o no? Voi mi obietterete che di solito il sangue delle trasfusioni viene controllato, ma non è la prima volta che della gente si ammala a causa di trasfusioni con sangue infetto. Inoltre il sangue prelevato da un donatore ha una vita molto breve fuori dall’organismo, e come si afferma nel volantino stesso ci possono volere dai 3 ai 6 mesi perché l’HIV sia rilevabile (così almeno si evince dal testo): chi mi assicura che (sebbene le probabilità siano molto basse) quel sangue non sia infetto? Del resto, se aspetto i 6 mesi per la certezza assoluta, il sangue è già da buttare (una sacca dura dai 5 ai 42 giorni, a seconda di quale parte del sangue contiene, fonte avis).

Perché FUD: conviene veramente citare le parole del volantino per rendere chiara la cosa, vedrò di seguire un po’ anche l’impaginamento:

SIEROPOSITIVO
Soggetto che presenta positività per la ricerca di anticorpi verso il virus dell’HIV:
- Infezione in atto
- Possibilità di diffondere l’infezione
- Evoluzione verso l’AIDS

PERIODO FINESTRA
3-6 mesi richiesti per la comparsa di anticorpi verso il virus:
- Negatività al test per l’HIV
- Infezione in atto
- Possibilità di diffondere l’infezione

Quello che io capisco da questo scritto è che nei primi 3-6 mesi ti devi considerare infetto fino a prova contraria (il volantino non dice “possibile infezione in atto” ma “infezione in atto” senza condizionale), e quindi magari non ci dormi la notte etc.

Insomma: va bene che in un volantino non si può stampare un’enciclopedia, ma almeno stiamo un po’ attenti a quello che si scrive!

Sony Reader: informazioni

Dato che la maggior parte delle persone arriva sul mio blog cercando notizie sul lettore di ebook della Sony, penso che sia utile per tutti scrivere un articolo riassuntivo sulle informazioni utili riguardo questo lettore.

Prima di tutto diamo un’occhiata ai modelli: il primo Sony Reader è il PRS-500 (il mio) uscito ormai da qualche anno. A ottobre Sony ha rilasciato un nuovo modello, il PRS-505, che include numerose migliorie tra le quali il nuovo schermo prodotto da E-ink (Vizplex), che ha una velocità di scorrimento pagina più elevata e soprattutto una migliore leggibilità, e l’inclusione del driver UMS, che tradotto in parole povere vuol dire che il lettore viene riconosciuto dal PC come una normale chiave USB, in modo che il contenuto sia sempre accessibile anche per i PC non dotati del software di collegamento al lettore. Last but not least: il lettore supporta ora l’USB 2.0.
Tutto questo per dire cosa: a meno che non siate veramente col denaro contato, puntate per il PRS-505, non il 500.

Dove comprare: il Sony Reader è risponibile solo per il mercato americano, e quindi si compra solo in America. Se non avete in programma viaggi nel nuovo continente, vi può venire in aiuto eBay America. Se le aste non vi piacciono, oppure volete andare sul sicruo e avere anche la fattura, il miglior negozio on-line che fa spedizioni anche in Italia è B&H Photo Video e il lettore ve lo vende a 289$ più spese di spedizione. Ovviamente il prezzo in Euro dipende dal cambio del momento. Il lettore è disponibile in due colori: argento e blu scuro.
Piccolo particolare: dato che il lettore è solo per il mercato americano, anche la garanzia vale solo negli USA. Se non avete un amico là che può fare da intermediario con la Sony scordatevi di poter riaggiustare l’apparecchio inviandolo alla Sony, sia in garanzia che no; se invece l’amico ce l’avete, ricordatevi che la garanzia in America dura un solo anno, non due come da noi.

Per quanto riguarda caratteristiche e specifiche, vi rimando al sito SonyStyle.com dove troverete tutte le informazioni necessarie. Mi interessa invece elencare risorse di terze parti disponibili sul lettore. Intanto, la comunità di riferimento per tutto quanto è e-book ed e-ink è MobileRead. In quel forum si trovano sempre sviluppatori e persone molto preparate.
Se non vi piace il software fornito a corredo col lettore (cosa molto probabile) o semplicemente non usate Windows, esiste un altro software molto ben fatto e multipiattaforma per la gestione della periferica: libprs500. Io uso questo programma, e personalmente lo raccomando a tutti. Allo stato attuale il PRS-505 è supportato solo attraverso la linea di comando, ma vista la rapidità di sviluppo dell’autore probabilmente sarà tutto in ordine prima del mese prossimo.
Per ora è bloccato invece l’altro progetto che riguarda il Sony Reader, che consiste nel “flashare” il firmware del lettore in modo da modificare il comportamento di alcuni tasti del lettore o aggiungere nuove funzionalità (come l’orologio). L’autore ha momentaneamente bloccato il suo lettore tentando di applicare il nuovo firmware e sta aspettando il primo firmware update di Sony per rimettere le cose in ordine. Il flasher per il PRS-500 comunque era molto stabile e non dava problemi al lettore, quindi le prospettive sono rosee.

Note dolenti: la principale è che il lettore è per mercato americano. Attuamente libri commerciali si trovano solo sul Sony Connect Store a cui si può accedere solo con carta di credito americana e contenente solo libri in inglese. Il formato MobiPocket (più diffuso e quello usato da Amazon) non è supportato, né in procinto di essere supportato. Ci sono comunque accordi tra Sony e Adobe per implementare il supporto al formato ePub, che forse sarà lo standard definitivo per gli e-book. MobiPocket a parte, il mercato di e-book in italiano (e mi riferisco ai titoli nuovi) non è piccolo, è proprio inesistente per ora, quindi qualunque sia la vostra scelta, scordatevi l’ultimo libro di Grisham in italiano in formato digitale.

La concorrenza: mi limiterò a citare due lettori, che sono disponibili (anche) sul mercato italiano, e quindi si suppone col vantaggio della garanzia. Il primo è il Cybook di terza generazione, venduto in Italia da Simplicissimus al prezzo di 339 €; il secondo è il nascente Kindle di Amazon, che se non sbaglio può essere ordinato anche in Italia, e che costa 399$. Il primo ha un prezzo alto rispetto al Sony, e se volete arrischiarvi a rinunciare alla garanzia lo potete comprare in America a un prezzo simile a quello del Sony. Il Kindle ha dalla sua la potenza commerciale e di disponibilità di titoli (comunque in inglese) di Amazon, però è orrendo (ma questi sono gusti personali) e se le indiscrezioni saranno confermate sarà chiusissimo. Non proprio il massimo insomma. Ci sarebbe anche un terzo lettore (l’iLiad), sempre distribuito da Simplicissimus, ma il suo prezzo (630 €) e le sue funzioni esulano un po’ dal semplice lettore di libri, quindi non lo considero.

Credo di aver scritto tutto. Se dovesse mancare qualche informazione, fatemelo sapere che la aggiungo.

Serate da strizza

Lasciatemi fare un po’ di pubblicità, suvvia :D

Nei giorni pre-natalizi Firenze è più attiva del solito: oltre alle solite corse agli acquisti, le piazze si riempiono di bancarelle, e c’è tutta un’atmosfera particolare. Sicuramente il posto dove tutto ciò si manifesta maggiormente è la piazza di S. Croce, dove viene montato il mercatino di Natale, con bancarelle da tutte le parti d’Europa.

Voi direte: e che c’entrano i mercatini di Natale il 7 Novembre? Il punto è che sabato 15 Dicembre, alle 21, quando la piazza è gremita di persone che curiosano e si divertono, l’orchestra in cui suono terrà un concerto nella chiesa omonima. Non è che capiti tutti i giorni di fare un concerto nella chiesa più importante di Firenze, e sicuramente visto il periodo e tutto ciò che gli sta intorno è molto probabile che ci saranno diverse persone che verranno ad ascoltare. Gli scivoloni sono a grosso fattore di rischio.

Ad ogni modo, se capitate da quelle parti e volete venire a sentire, il programma dovrebbe essere più o meno questo (non in ordine di esecuzione):
A. Vivaldi - Concerto opera 3 n°9
J. Haydn - Concerto per violino solo e orchestra
A. Piazzolla - Milonga del angel
G. Holst - St. Paul’s suite (Jig, forse anche Ostinato)
J. Pachelbel - Kanon
E. Elgar - Salut d’amor
Popolare - Landlische serenade

Per vosta fortuna (e anche nostra) il direttore ha deciso che vi risparmieremo il Rondò dall’Heine kleine nachtmusik, dato che non è mai venuto molto bene.

Sicurezza negli stadi e libertà civili

D’accordo la sicurezza negli stadi, ma a tutto c’è un limite!

Quest’anno a Pisa mi sono trasferito in una casa accanto allo stadio. Durante la settimana la zona è tranquillissima e io il sabato sono a casa mia quindi non ho problemi di sorta. Stasera però c’è il turno infrasettimanale di serie B.
Per evitare la ressa di tifosi (la partita inizia alle 20.30), anticipo l’orario della cena ed esco di casa alle 19 per andare a mensa, in modo da finire presto e rientrare in casa senza trovare file ai cancelli. Sì: il palazzo dove abito è chiuso tra due cancelli-filtro dello stadio. Fortunatamente dal mio lato c’è l’ingresso per le squadre, la tribuna d’onore, la sala stampa etc, quindi è comunque relativamente tutto tranquillo sempre.
Comunque: per spiegare il fatto argomento di questo topic, vi faccio intanto vedere uno schema delle strade di questa zona, così vi orientate. Le righe azzurre sono i cancelli.

Mappa palazzo

Allora, dicevo: me ne esco di casa e vado verso la mensa. Quando arrivo all’altezza del cancello B, vedo una signora sui 55-60 che sta discutendo con uno steward del servizio d’ordine dello stadio perché non vuole lasciarla passare dal cancello già chiuso. Evidentemente abita nel mio stesso palazzo e dice che deve raggiungere il nipote malato (e in ogni caso entrare nella propria casa). Lo steward insiste che ha ordine di non far passare nessuno e che quindi non aprirà il cancello, perché stanno arrivando i tifosi e altrimenti si rischiano problemi. Ovviamente nella strada non c’era anima viva, e si vede abbastanza lontano per poter aprire il cancello in sicurezza.

Mi offro allora di tornare indietro al cancello A e di parlare con la polizia già presente. All’altro cancello trovo due poliziotti e tre steward e mi ci vogliono cinque minuti cinque per fargli capire che dietro il cancello B c’è una signora che deve passare per entrare in casa e che lo steward non vuole aprire il cancello; al quarto tentativo di spiegazione fortunatamente il neurone di uno degli degli steward decide di svegliarsi e capisce la situazione. Va allora verso il cancello B (perché la polizia ha gli walkie-talkie, ma gli steward no) e dice all’altro di aprire.

Sembra finita qui, ma invece no: lo steward apre talmente poco il cancello (non c’è anima viva, ma non si sa mai) che la signora è costretta a chiudere l’ombrello (piove a dirotto) e a passare attraverso il cancello girata su un fianco per il poco spazio.

Ora, io capisco della necessità di sicurezza negli stadi a ridosso di una partita, ma te non puoi rompere i coglioni in questo modo ad una signora che deve raggiungere casa un’ora e mezzo prima dell’inizio della partita. Quando si esagera, si esagera.

Ducati: prima nell’elettronica da sempre

Ok, ok… il titolo è un po’ fuorviante…

Tutti in Italia (credo) sanno che cos’è la Ducati ora, soprattutto dopo la vittoria del motomondiale. Pochi invece magari sanno che la Ducati non nasce come casa motociclistica! Il primo motore viene realizzato solo dopo 20 anni dalla nascita dell’azienda e solo nel 1985, dopo 60 anni dalla nascita, l’azienda diventa una casa motociclistica a tutti gli effetti.
Prima di dedicarsi ai motori la Ducati produceva componenti elettronici.

Ora vi chiederete: ok, ma perché questo post? Nel laboratorio di fisica che sto facendo, oltre ai nuovi strumenti di misura che utilizziamo, ci sono dei reperti storici che credo (spero) non vengano più usati. Uno di questi ha circuiteria e valvole a vista, e guardate un po’ cosa ho scovato (la foto è un po’ mossa ma la posizione per lo scatto era infame):

Condensatore Ducati

Riforme universitarie

Giusto per citare il titolo di un famoso film: non ci resta che piangere.

Da un po’ di tempo volevo scrivere questo post, ma ne trovo il tempo solo ora. Né i telegiornali né altri mezzi di informazione di massa ne parlano, ma il prossimo anno accademico entrerà in vigore una nuova riforma universitaria.

Dato che quest’anno sono stato eletto rappresentante degli studenti per il mio corso di laurea, prendo parte ai consigli del corso di studi e ho scoperto durante il primo di questi la nuova legge e relativi cambiamenti. Allora: premesso che la legge 270 è del 2004, le direttive ministeriali con cui le università devono muoversi sono però stati pubblicati solo a fine luglio.

Questa nuova riforma manterrà il 3+2 con tutti i suoi pregi e difetti (che non voglio discutere ora), però apporterà sostanziali novità (in peggio, che vi credete?) di cui parlerò dopo e la possibilità di rivedere i programmi dei corsi di studio. Partiamo da questo punto: per poter partire con i corsi post-riforma il prossimo anno accademico, i consigli dei corsi di laurea devono presentare i corsi di laurea che intendono attuare entro novembre di quest’anno.
I programmi dei corsi di laurea li definiscono le commissioni didattiche dei rispettivi corsi, e devono comunque essere presentati e approvati dal consiglio. Vi rendete conto che ci vuole un po’ di tempo a pensare un corso di studi ben strutturato e che non presenti carenze (o comunque il meno possibile), e poi a fargli passare tutto l’iter di approvazioni necessario. Il risultato è che, dato che comunque il nostro presidente ha avuto l’ottima idea di sentire anche la voce degli studenti, siamo stati costretti nel periodo fine agosto - metà settembre (quando nessuno è in dipartimento perché ci sono le ferie e le lezioni iniziano solo due settimane dopo) a presentare un documento che illustrasse le nostre difficoltà e le nostre proposte in merito. Un po’ a fatica, ma l’abbiamo fatto. Resta il fatto che bisognerebbe dare più tempo alle università per discutere temi così importanti.
A dire il vero non si ha l’obbligo di partire il prossimo anno (che è facoltativo a scelta del consiglio del corso di studi) ma tra due. Resta il fatto che se tutti partono subito non puoi essere l’unico idiota che inizia tra due anni, anche perché ci sono lauree interfacoltà e corsi che vengono svolti fuori dalla propria area di interesse (ad esempio io questo semestre ho un corso insieme a dei fisici) e non puoi permetterti di sfalzare tutto.

La novità principale, che ha suscitato molto scalpore e che nessuno sa ancora come dovrà essere applicata, e il fatto che prima di potersi iscrivere ad una laurea specialistica bisognerà aver saldato tutti i debiti della laurea triennale. Detta così sembra una cazzata, ma non lo è.
Per chi non fosse ferrato nel sistema crediti/debiti universitario, proverò a fare un riassunto del meccanismo: ad ogni esame sostenuto viene assegnato un certo credito in punti; il credito è il riflesso delle ore di lezione del corso, e del tempo che in generale porta via lo studio dello stesso. Questo comporta un diverso peso per ogni esame (ed infatti la media dei voti ora è pesata, e non numerica) e dà un’indicazione della quantità di conoscenze che lo studente dovrebbe aver acquisito in una determinata disciplina. In fondo ai tre anni, ogni studente riceve 180 crediti.
Ora: se uno studente si iscrive alla laurea specialistica natrale proseguo del suo corso di studi triennale nessun problema, tutti i crediti vengono riconosciuti e lo studente inizia in pari. Se lo studente decide però di iscriversi ad una laurea specialistica diversa (anche nello stesso settore), oppure di cambiare università per fare la specialistica, non tutti i crediti verrebbero riconosciuti, e lo studente verrebbe iscritto alla specialistica con dei debiti da saldare quanto prima.
Faccio un paio di esempi: io studio un settore particolare della chimica e la mia laurea specialistica naturale è quella di Scienze dei materiali, se per la specialistica decidessi di scegliere la laurea in Chimica, mi verrebbero riconosciuti solamente 150 crediti. Oppure: quest’anno è arrivata da Siena una ragazza che ha studiato finora nel corrispettivo del mio corso di laurea a Siena. Se non si fosse trasferita quest’anno, dato che a Siena non esiste una specialistica in chimica, venendo a Pisa le sarebbero stati assegnati circa 25-30 debiti.
Onestamente mi vedo abbastanza daccordo con questo sistema: quando ti iscrivi alla specialistica uno si aspetta che tu abbia determinate conoscenze in certi ambiti, se non le hai le devi recuperare, va bene.

Dov’è il problema allora? Il problema è che fino ad ora potevi iscriverti alla specialistica, frequentare le lezioni e nel contempo studiare per gli esami di recupero crediti. Facile no? Bene, dall’anno prossimo no! Se non hai già tutti e 180 i crediti non potrai iscriverti alla specialistica e frequentare le lezioni.
Un bel problema: bisognerà inventarsi uno spazio di transizione dove poter ospitare questi studenti tra le due lauree, bisognerà capire come e quante tasse fargli pagare. Magari fossero solo questi i problemi: a recuperare 20-30 crediti volendo basta un semestre. E poi che succede? Fai buttare via un anno allo studente? Lo iscrivi alla specialistica al secondo semestre? E tutti i corsi del primo semestre che non ha potuto seguire come li recupera? Necessariamente dovrà usare un terzo anno, anche se rimanesse in pari…

Insomma: già col 3+2 ci vuole più tempo a laurearsi che con la laurea a ciclo unico (ormai è cosa assodata); in questo modo però i tempi diventeranno biblici!

Per chi fosse interessato, in questa pagina ci sono i link alle varie leggi, direttive etc.

“Alt! Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!”

È quasi un addio

Ho la netta sensazione che uno dei miei hard disk mi stia per abbandonare. La cosa non mi piace per niente. Aggiungi poi che quando inserisco un CD Windows decide di resettarsi…

Geekness

Episodio capitato ieri.

Scena: c’è da trasferire un file da un portatile con Windows 98 ad un altro (in questo caso il mio) che abbia accesso ad Internet.
Difficoltà: non abbiamo floppy disk, solo penne USB, e ovviamente Windows 98 non ha il driver UMS, quindi la mia penna non la legge.
Soluzione: mi faccio inviare via mail da mia mamma (in effetti il passaggio più complicato) il driver unificato di Wintricks, facendole cercare il file al telefono; una volta avuto il file, lo carico col bluetooth sul mio cellulare. Qui sorge un altro problema: il mio telefono non ha un file manager, quindi ne installo uno. A questo punto il file zip col driver è sul mio telefono e lo posso anche trovare quindi uso la connessione IR, di cui fortunatamente il vecchio portatile è dotato, per trasferire il file sul portatile e installarlo per fargli riconoscere la penna.

Stage per giovani musicisti e attori

Intanto iniziamo con i dati dello spettacolo:
Dove: Viareggio, cittadella del carnevale
Quando: 9 Settembre, ore 21.00

E ora veniamo al cosa. Da 17 anni ormai da tutta Italia (meglio dire ormai da tutto il mondo) un numero variabile tra i 90 e i 130 bambini (tra i 7 e i 14 ani) che in 10 giorni studiano, imparano, e mettono in scena un’opera teatrale scritta appositamente per loro e mai vista prima.

Dieci giorni di full-immersion di musica e recitazione, dove si studia anche 8 ore al giorno e a volte più, dieci giorni di vita insieme di amicizie, di soddisfazioni, di fatica.
I bambini che arrivano qui sanno cosa li aspetta, quelli al primo anno lo capiscono e lo abbracciano subito. In questi dieci giorni i bambini sono in grado di trasformarsi, di mostrare lati di sé che probabilmente neanche sapevano di avere. La fatica, le ore di studio non si fanno sentire. Anche il bambino di norma più svogliato mette l’anima e (verso la fine) tutte le energie a propria disposizione per la riuscita dello spettacolo.
Non vi fate ingannare dal fatto che sono dei bambini a suonare e recitare: il livello è alto, nel corso degli anni con alcuni elementi si è sfiorata anche la quasi professionalità, roba da mettere i brividi in certi passaggi.

Io ho partecipato quattro anni come stagista, e ormai da altrettanti sono parte dell’organizzazione che rende possibile la riuscita dell’evento.

Quest’anno l’opera si chiama “Pooka - storie di un bosco”. La storia è ispirata alla tradizione irlandese, le musiche sono in parte originali e in parte arrangiate dai brani dei Whisky Trail (il più famoso gruppo italiano di musica irlandese), nostri collaboratori per quest’anno.
Se passate da Viareggio in quei giorni o se siete curiosi, venite a vedere lo spettacolo. Sicuramente non rimarrete delusi.