Montare partizioni fat32 per noi italiani può essere un po’ problematico, soprattutto se si vuole usare la partizione come scambio file tra sistemi Windows e Linux: capita infatti di usare caratteri accentati per i nomi dei file, dato che fanno parte della nostra lingua. Il problema nasce dal fatto che Windows e Linux utilizzano due codifiche diverse per i nomi dei file, quindi un nome file contenente un carattere accentato creato con Linux si leggerà male con Windows e viceversa.
Per ovviare a questo problema, occorre montare il Linux la partizione usando la codifica caratteri di Windows (visto che in Windows non è possibile cambiare queste impostazioni). Per farlo bisogna impostare ad-hoc i parametri per la partizione nel file /etc/fstab. Ecco un esempio:
/dev/sda2 /media/dati vfat iocharset=utf8,codepage=1250,umask=000 0 0
Analizziamo il significato dei vari parametri:
umask=000permette l’accesso in lettura e scrittura a tutti gli utenti del sistema (se non ce lo mettete i diritti li avrà solo l’utente root); se non volete dare l’accesso a tutti, potete impostare il parametro uid (e specificare il nome dell’utente) o gid (e impostare il nome del gruppo)iocharset=utf8serve per impostare la codifica da usare per i nomi dei file. La codifica usata da Windows è un sottogruppo dell’utf8. All’avvio del PC vi verrà segnalato che l’utf8 non è la codifica migliore per i file perché questi diventeranno case sensitive: fregatevenecodepage=1250serve per specificare la codifica specifica utilizzata da Windows
In questo modo potrete tranquillamente usare i caratteri accentati (e in generale tutti quelli “non standard”) all’interno dei nomi dei file. Il problema si verifica solo con partizioni fat32, per quelle ntfs non ci sono problemi.