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	<title>iacchiblog &#187; Viaggi</title>
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	<description>Storie e pensieri tra chimica, informatica, attualità e cazzeggio puro</description>
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		<title>Mozilla Camp Europe 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 13:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mozilla Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai è passato un mese dal MozCamp, direi che è arrivata l&#8217;ora di scrivere questo articolo. Il primo fine settimana di ottobre si è tenuto a Praga il Mozilla Camp Europe, evento dove si riuniscono alcuni dei membri di tutte le comunità europee per discutere e programmare lo stato dell&#8217;arte e i progetti futuri. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è passato un mese dal MozCamp, direi che è arrivata l&#8217;ora di scrivere questo articolo.</p>
<p>Il primo fine settimana di ottobre si è tenuto a Praga il Mozilla Camp Europe, evento dove si riuniscono alcuni dei membri di tutte le comunità europee per discutere e programmare lo stato dell&#8217;arte e i progetti futuri.</p>
<p>È sempre un piacere rivedere gli amici delle altre comunità europee (ormai, dopo il Mozilla Summit e il Fosdem un po&#8217; ci conosciamo) e scambiare due chiacchere, in più a questo giro ho avuto modo di conoscere anche uno degli ultimi arrivati in Mozilla Italia, e mi ha fatto molto piacere.</p>
<p>Per quanto riguarda i talk quelli di questo MozCamp sono stati un po&#8217; meno &#8220;utili&#8221; rispetto ai precedenti, con un po&#8217; troppo bla bla e un po&#8217; troppo poco contenuto, ma comunque interessanti. Di seguito una carrellata di flash interessanti dai talk che ho seguito. Prima curiosità, che non sapevo: il nome Mozilla viene da &#8220;Mosaic Godzilla&#8221;, codename del primo Netscape.<br />
«Abbiamo le tecnologie per far progredire il Web e lasciarlo aperto ma questo non basta: le persone devono interessarsi al problema e agire per mantenere il Web aperto. Drumbeat è un progetto che nasce proprio per questo scopo: sensibilizzare.»<br />
«I cicli di rilascio attuali di Firefox sono di 12 mesi (tranne Firefox 3 che ha impiegato 21 mesi), quelli di Chrome 6. Bisogna accelerare i cicli di rilascio per poter innovare sempre più, ma questo vuol dire fare più cose insieme e per farlo bisogna separare il progetto in progetti più piccoli e paralleli.»<br />
«Dove si muoverà Firefox in futuro: migliore user experience, open web platform, fondamenta solide. | User experience: navigazione, interazione (strumeni di interazione pagina-utente per i nuovi utilizzi, per non limitarsi ai form), identità, personalizzazione, socializzazione. | Open web platform: HTML 5, motore per applicazioni web, tecnologia per contenuti multimediali, grafica 3D, accesso ai dispositivi integrati. | Fondamenta solide: velocità, stabilità, sicurezza, privacy, interoperabilità.»<br />
Per quanto riguarda SUMO: live chat web-based senza java, about:support, levare lo shortcut F1 (spesso inutile, e riduce il carico sui server).</p>
<p>Anche per questo meeting ho preparato una presentazione, incentrata sull&#8217;esperienza di Mozilla Italia alla fiera &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221; a Milano. L&#8217;ho preparata in poco tempo, però sono rimasto sorpreso dal successo che ha riscontrato anche tra le <a href="http://patrickfinch.net/2009/10/09/be-geek/">alte sfere</a>, tenuto conto che non mi considero un uomo marketing. Se vi interessa, a <a href="http://www.ustream.tv/recorded/2279557">questi</a> <a href="http://www.ustream.tv/recorded/2279641">indirizzi</a> ci sono i due video della presentazione (è saltata la connessione a metà).</p>
<p>Per il resto che dire: Praga è una città stupenda, e la cena in barca lungo il fiume è stata veramente bella.</p>
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		<title>Saluti dal Belgio</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 15:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Che bel tempo che c&#8217;è qui, mica come in Italia! Dopo febbraio per il FOSDEM, eccomi di nuovo in terra belga, stavolta più a nord (Neerpelt) e per suonare a un festival di musica internazionale. Ieri siamo stati selezionati per suonare al concerto di apertura, mentre la nostra audizione è domenica. Il festival è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che bel tempo che c&#8217;è qui, mica come in Italia!</p>
<p>Dopo febbraio per il FOSDEM, eccomi di nuovo in terra belga, stavolta più a nord (Neerpelt) e per suonare a un <a href="http://emj.be/index.php?Itemid=96">festival</a> di musica internazionale.</p>
<p>Ieri siamo stati selezionati per suonare al concerto di apertura, mentre la nostra audizione è domenica.</p>
<p>Il festival è molto bello, ed è rilassante sentire musica praticamente a tutti gli angoli delle strade. Una buona occasione anche per sentire generi di musica diversi e conoscere gente nuova.</p>
<p>Non so quando riavro&#8217; nuovamente accesso a internet e per quanto, quindi se non ci si risente prima riscrivero&#8217; qualcosa lunedi&#8217; o martedi&#8217; quando torno alla base.</p>
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		<title>Colpi d&#8217;occhio sul Belgio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 10:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferrovie]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa dei post sul Fosdem. Ripresomi in buona parte dai due giorni di mal di testa intenso derivanti dal naso tappato, prima di metter mano alle cinque pagine di appunti presi durante i talk del Fosdem voglio proseguire un po&#8217; nella descrizione degli usi e costumi del Belgio. Ho già detto del decadimento (ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa dei post sul Fosdem.</p>
<p>Ripresomi in buona parte dai due giorni di mal di testa intenso derivanti dal naso tappato, prima di metter mano alle cinque pagine di appunti presi durante i talk del Fosdem voglio proseguire un po&#8217; nella descrizione degli usi e costumi del Belgio.</p>
<p>Ho già detto del decadimento (ma Titto mi assicura che è così solo nel sud, verificherò poi a Maggio quando tornerò in terra belga, stavolta molto a nord) e quindi ora dirò qualcosa di positivo: i trasporti pubblici. Tanto di cappello direi. I treni sono nuovi e molto ben tenuti, cose che in Italia ci sognamo. Gli arrivi e le partenze sono molto frequenti (ad esempio da Lier ad Anversa c&#8217;è un treno ogni meno di 10 minuti) e nei giorni che li ho presi non ho mai visto fare più di un minuto e mezzo di ritardo. Lo stesso vale per la metro e i bus a Bruxelles: non importa quanto traffico c&#8217;è, puoi star tranquillo che se alla fermata c&#8217;è scritta un&#8217;ora, a quell&#8217;ora il bus arriva.<br />
Direte voi: già, ma chissà quanto costa! A parte il fatto che per un servizio come quello che offrono le ferrovie e in generale le compagnie di bus sarei più che disposto a pagare un po&#8217; di più il prezzo del biglietto, la vera risposta è che dipende dal tipo di tratta: costa più che in Italia per le tratte brevi, meno che in Italia per quelle lunghe.</p>
<p>A differenza di Trenitalia, infatti, in Belgio esistono i carnet. Se hai meno di 26 anni puoi acquistare un carnet da 10 corse a 50 € per andare dove ti pare all&#8217;interno del Belgio. Basta specificare data del viaggio, stazione di partenza e stazione di arrivo. Se invece hai più di 26 anni, lo stesso biglietto costa 73 €. In pratica, con 7.3 € puoi viaggiare da un capo all&#8217;altro del Belgio. E i carnet non sono nominativi, quindi si possono usare in più d&#8217;uno.<br />
Altrimenti ci sono sempre gli abbonamenti, di diversi tipi: quello classico da stazione a stazione comprese quelle intermedie come in Italia, ma anche quello da zona a zona, che permette di muoversi tra tutte le stazioni di due determinate zone. Non ultimo, un abbonamento (che in effetti costa 270 € al mese o 2703 € l&#8217;anno per le persone al disopra dei 26 anni) che permette di viaggiare ovunque in Belgio. Interessante anche il fatto che è previsto già dalle ferrovie che le aziende paghino una parte del biglietto se serve per gli spostamenti al lavoro, e quindi l&#8217;abbonamento senza limiti sopra citato costerebbe all&#8217;impiegato 95 € al mese o 949 € annui.</p>
<p>E ora torniamo alle cose strane dal mondo: in Belgio non esiste (almeno per quanto ho potuto verificare) il bagno come lo intendiamo noi. In casa come anche in albergo esiste la toilette (nel senso che c&#8217;è solo il wc, oppure il wc e un piccolo lavandino) e il bagno (nel senso che c&#8217;è il lavandino e la doccia/vasca ma non il wc), in due stanze separate (non necessariamente allo stesso piano).</p>
<p>Infine, cosa mangiano i belgi a pranzo? Dando un occhio in giro per la città (Bruxelles ma anche Lier) uno dei piatti forti è il fritto: si incontrano chioschetti di fritto (patatine, pollo, anche wurstel&#8230;) un po&#8217; ovunque. In alternativa, kebap (c&#8217;è una quantità di negozi veramente infinita) oppure panini preparati sul momento con quello che più si preferisce, con vasta scelta di ingredienti. Ovviamente, il pane è la baguette.</p>
<p>Bene, direi che per ora sugli usi e costumi del Belgio è tutto. Casomai, altre impressioni dopo il viaggio di Maggio.</p>
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		<title>A giro per Bruxelles</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 09:45:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Niente di che. L&#8217;altro abbiamo fatto una bella girata per la città, che onestamente non offre molto a livello architettonico. La mattina l&#8217;abbiamo passata sul lato &#8220;sbagliato&#8221; del centro visitando la cattedrale, il palazzo reale e qualche altra strada a caso credendo che più o meno fosse il centro. La cattedrale è molto bella, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente di che.</p>
<p>L&#8217;altro abbiamo fatto una bella girata per la città, che onestamente non offre molto a livello architettonico. La mattina l&#8217;abbiamo passata sul lato &#8220;sbagliato&#8221; del centro visitando la cattedrale, il palazzo reale e qualche altra strada a caso credendo che più o meno fosse il centro. La cattedrale è molto bella, in stile gotico come tutto qua in Belgio. Notevoli soprattutto le vetrate. Il palazzo reale invece è piuttosto scarno, col giardino dirimpetto (ora pubblico) abbastanza povero e con le fontane chiuse. Soprattutto, abbiamo trovato tanti palazzi abbandonati e mezzi diroccati.</p>
<p>Il pomeriggio abbiamo recuperato lo <a href="http://www.pseudotecnico.org/blog">PseudoTecnico</a> nel frattempo arrivato nella capitale, e abbiamo visitato il centro. La parte centrale della città è un po&#8217; più bella di quella che abbiamo visto la mattina ma comunque è poca cosa rispetto ad altre città e capitali europee, e anche in questa zona si vedono palazzi un po&#8217; in decadenza. Se non altro ci sono delle buone pasticcerie e cioccolaterie.</p>
<p>Il pezzo forte della giornata è stato sicuramente il Beer Fest della sera: una moltitudine di gente e di birra per quattro ore di fila, con solo una pausa per la cena. Il locale era sicuramente azzeccato, e le birre erano molto buone: a questo giro ne ho provate cinque (da 25 cl). Ho avuto modo di salutare un po&#8217; di persone che avevo conosciuto in Canada, altre le ho salutate ieri, soprattutto durante la cena by Mozilla.</p>
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		<title>Prime impressioni dal Belgio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 07:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non buone. Ieri siamo atterrati alle 15 circa all&#8217;aeroporto di Charleroi, e poi ci siamo fatti un paio d&#8217;ore di treno per arrivare a casa del nostro ospite. Mentre Gioxx si guardava RIS e Criminal Minds io ho sfruttato questo tempo per vedere un po&#8217; com&#8217;era il Belgio fuori dal finestrino di un treno. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non buone.</p>
<p>Ieri siamo atterrati alle 15 circa all&#8217;aeroporto di Charleroi, e poi ci siamo fatti un paio d&#8217;ore di treno per arrivare a casa del nostro ospite. Mentre Gioxx si guardava RIS e Criminal Minds io ho sfruttato questo tempo per vedere un po&#8217; com&#8217;era il Belgio fuori dal finestrino di un treno.</p>
<p>I circa 150 Km di viaggio mi hanno lasciato l&#8217;impressione di un paese in decadenza, trasandato, a tratti fatiscente. Sono sicuro che stamani il centro di Bruxelles sarà tirato a lucido, ma sono altrettanto sicuro che non sarà quella la vera anima della nazione.</p>
<p>Questo è ciò che avrei scritto se avessi pubblicato l&#8217;articolo ieri sera. In realtà poi mi è passato di mente, e quindi eccoci qua adesso. Nel mezzo: una notte al polo.</p>
<p>Qui in casa Tittonel infatti la notte spengono i termosifoni e quindi più che a dormire la notte l&#8217;ho passata a tremare dal freddo. Spero di essere comunque in condizioni decenti per il Beer fest di stasera, perché almeno sei birre le voglio provare.</p>
<p>Altra cosa che odierò a morte, e che non credevo umanamente possibile fuori dai confini del regno di sua maestà: in bagno ci sono i lavandini all&#8217;inglese. Per chi non sapesse cosa sono, sono lavandini minuscoli con due rubinetti: uno per l&#8217;acqua fredda e uno per quella calda. Risultato: da un lato ti geli, dall&#8217;altro ti spelli.</p>
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		<title>Mozilla summit 2008 &#8211; Giorno 1</title>
		<link>http://www.iacchi.org/2008/10/02/mozilla-summit-2008-giorno-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 17:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mozilla Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì lo so, sono un po&#8217; in ritardo con questi riassunti&#8230; Dopo una buona dormita per riprendersi dal viaggio d&#8217;andata (26 ore senza dormire) e una bella colazione, il summit è iniziato con un breve saluto di benvenuto (quasi incomprensibile) di John Lilly e quello decisamente più seguibile di Mitchell Baker, che parla veramente in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì lo so, sono un po&#8217; in ritardo con questi riassunti&#8230;</p>
<p>Dopo una buona dormita per riprendersi dal viaggio d&#8217;andata (26 ore senza dormire) e una bella colazione, il summit è iniziato con un breve saluto di benvenuto (quasi incomprensibile) di John Lilly e quello decisamente più seguibile di Mitchell Baker, che parla veramente in modo chiaro e scandito.</p>
<p>Il primo talk della giornata è stato quello di Mitchell Baker, incentrato sulla definizione del progetto Mozilla e sulla visione di Internet che il progetto Mozilla ha, per poi concludere con ciò che si vuole realizzare nel futuro.<br />
La visione del progetto Mozilla da parte della Baker è rappresentabile con un albero:</p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><a href="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/mozillatree.jpg"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/mozillatree.jpg" alt="Mozilla secondo Mitchell Baker" /></a></p>
<p>Perché un albero? Perché in un albero tutto vive grazie a delle radici comuni, che devono essere forti per tenere in piedi un grande albero. Non importa quanto possano essere diversi tra loro i rami, ma tutti si nutrono grazie alle stesse radici e tutti i rami sono legati ad uno stesso tronco, che è il fine ultimo del progetto.<br />
Le radici sono costituite da: la licenza (Open Source License), scelta a sorgente aperto per consentire una partecipazione eguale tra i vari sviluppatori; la revisione da parte di pari e la meritocrazia (Peer review &amp; Meritocracy), volte a migliorare il codice esistente attraverso la comunicazione e lo scambio di idee tra persone con competenze nelle stesse aree e a promuovere le persone che dimostrano una maggiore capacità; autorità distribuita e guadagnata (Distributed, Earned Authority); assetto pubblico condiviso (Shared Public Asset); beneficio pubblico (Public Benefit).<br />
Il tronco è costituito dall&#8217;interazione dell&#8217;uomo con Internet (Human Interaction with the Internet), che è ciò che il progetto Mozilla si propone.<br />
I rami sono costituiti da: i prodotti realizzati (Consumer Products), che sono il veicolo dell&#8217;interazione con Internet; gli impiegati (Employees), che sono sì importanti ma che non sono tutto ciò su cui Mozilla si fonda per portare avanti il proprio lavoro (e questo, dice la Baker, è una delle cose più difficili da far capire alla stampa e a chi non ha una mentalità &#8220;open&#8221;); la parte legale (Legal Organizations); le altre attività legate al progetto (Outreach/Other Activities) che non coinvolgano lo sviluppo di software, come il marketing e l&#8217;evangelizzazione; i fondi (Revenue), che sono importanti per qualsiasi progetto. Su quest&#8217;ultimo punto, la Baker ci tiene a sottolineare che nonostante tutte le sovvenzioni (ad esempio da parte di Google) Mozilla resta un progetto indipendente, perché le aziende si rendono conto che se il progetto terminasse le perdite economiche sarebbero per loro più forti rispetto a quelle che hanno non facendo fare al progetto quello che vogliono.<br />
Per spiegare il progetto Mozilla alla stampa, la Baker usa la frase &#8220;same same, only different&#8221; per dire che Mozilla sembra uguale alle altre compagnie dall&#8217;esterno, ma che ci sono profonde differenze sulle cose che facciamo e sul come le facciamo; inoltre la struttura delle aziende di solito è a piramide, e manca l&#8217;idea dell&#8217;albero e delle radici tipica del progetto Mozilla.</p>
<p>Dopo pranzo iniziano i talk del pomeriggio, separati nelle varie stanze.</p>
<p>Il primo interessante è di nuovo nella sala conferenze più grande, intitolato &#8220;<a href="https://wiki.mozilla.org/Summit2008/Sessions/Proposals/History_%26_Future:_Imagining_the_Web_Browser_of_2015">The History and Future of Web Browser UI</a>&#8221; (La storia e il futuro delle interfacce utente dei browser).<br />
Alex Faborg ripercorre l&#8217;interfaccia grafica dei browser che si sono succeduti nella storia di Arpanet e Internet. L&#8217;intento è quello di mostrare che durante la storia dei browser, l&#8217;interfaccia si è modificata pochissimo. Si sono aggiunti dei pulsanti, è migliorata la veste grafica sì, ma le barre presenti, le funzioni accessibili sono sempre rimaste le stesse. Questo fatto comporta una specie di &#8220;assuefazione&#8221; dell&#8217;utente a questo tipo di interfaccia, nel senso che ormai si è talmente abituato che una modifica radicale potrebbe spiazzarlo ed essere controproducente. Nell&#8217;innovare un browser, quindi, bisogna sempre cercare un equilibrio tra l&#8217;innovazione, appunto, e la consistenza, l&#8217;abitudine.<br />
Faborg fa notare che l&#8217;interfaccia attuale dei browser è pensata per essere minimale e funzionale, e -dice- predice che se nel futuro ci saranno modifiche per renderla più appetibile e facile da usare per tutti (mainstream users dice), sicuramente questo alienerà gli utenti -più avanzati- che ne capiscono un minimo di informatica (i core users li chiama lui).<br />
Personalmente, spero di non vedere mai un futuro in cui l&#8217;interaccia di un browser sarà tutta lucine e coriandoli, ma più lenta e meno immediata da usare. Sarà perché mi classifico tra i core users?<br />
Dopo la carrellata sulle vecchie interfacce, Alex e una ragazza dei Mozilla Labs mostrano le idee che Mozilla sta realizzando per il futuro dei browser. Molte di queste riguardano la navigazione, e vanno a toccare la cronologia e i segnalibri, che dovrebbero diventare visuali e presentare un&#8217;anteprima della pagina a cui sono collegati. La cronologia addirittura, per essere di visione più immediata, dovrebbe venire aperta a tutta pagina e prestenare sullo sfondo il passare del tempo durante la giornata: le pagine visitate durante il giorno avranno un bello sfondo rosso/arancione per visualizzare l&#8217;idea della luce solare e del giorno, si andrà poi all&#8217;imbrunire e le pagine viste di notte avranno uno sfondo blu costellato dalla Luna e le stelle. Sempre per quanto riguarda la navigazione, dovrebbero fare il loro ingresso i menu a torta (mi pare che sia un&#8217;idea originale di Aza Raskin) in modo che tutte le funzioni principali del browser (avanti, indietro, ricarica, stop e la stella dei segnalibri) siano accessibili in qualunque punto dell schermo se il menu viene attivato col mouse. Per quanto riguarda le idee ancora solo abbozzate, Alex ci lascia con questa frase: &#8220;La navigazione è più del semplice indietro e avanti&#8221; (Navigation is more than just back and forward).<br />
Il secondo punto discusso è l&#8217;integrazione col desktop: qui si sono viste cose veramente fantastiche e l&#8217;idea di fondo è quella di eliminare il concetto di interfaccia grafica di un browser (e quindi i temi), perché dovranno essere le web application a fornire l&#8217;interfaccia grafica del browser e in qualche modo a fondere il browser col sito stesso, in modo che tutto sia più armonioso. Questo elimina anche i problemi dell&#8217;integrazione dell&#8217;interfaccia grafica del browser col sistema operativo in uso. Un altro passo che si intende realizzare è quello di dare la possibilità di associare tipi di file nel sistema operativo in modo che vengano aperti con una web application (si pensi ad esempio a Google docs).<br />
Durante il talk si è parlato anche di web semantico e altro, ma era veramente difficile seguire Alex mentre parlava, e dopo un po&#8217; il cervello ha fatto tilt <img src='http://www.iacchi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il secondo talk della giornata aveva il titolo di &#8220;<a href="https://wiki.mozilla.org/Summit2008/Sessions/Proposals/Thunderbird_3">Thunderbird 3</a>&#8221; e credevo ci facessero vedere cosa bolliva in pentola, ma non è stato molto interessante. In pratica abbiamo chiaccherato di niente per un&#8217;oretta; le uniche cose dette sono state la roadmap (già saltata <img src='http://www.iacchi.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ), il fatto che ci sono tre persone di Mozilla Messaging che stanno portando avanti lo sviluppo di Thunderbird e, come ultimo interrogativo per il futuro che però suona interessante, il fatto che mentre Firefox e le web applications in genere stanno tentando di diventare programmi desktop, Thunderbird dobrebbe essere relazionarsi di più col web ed essere più &#8220;web-centered&#8221;.</p>
<p>Il terzo talk che ho seguito era dedicato ai traduttori: &#8220;L10N: <a href="https://wiki.mozilla.org/Summit2008/Sessions/Proposals/L10n_with_Verbatim">Verbatim</a> &amp; <a href="https://wiki.mozilla.org/Summit2008/Sessions/Proposals/Moz2po">moz2po</a>: Translation tools: the best tools for translation&#8221;. In questo talk sono stati presentati diversi progetti di nuovi strumenti per la localizzazione: alcuni erano programmi, ma si sono viste soprattutto web applications nuove e rivisitate. Ci hanno fatto vedere Mozootle, che poi sarebbe Pootle modificato da Mozilla, e l&#8217;interessante progetto <a href="http://translate.org.za/">translate.org.za</a> messo su dai sudafricani per avere un punto di incontro unico per tutte le traduzioni nelle 12 lingue che il Sudafrica ospita, con strumenti di controllo consistenza sui vari programmi. Questo in effetti è stato un punto su cui si è insistito molto: la consistenza delle localizzazioni attraverso i vari programmi open source, e non solo quelli Mozilla o addirittura il singolo programma.<br />
Si è detto anche che il processo di traduzione dovrebbe essere reso più elastico (grazie anche a moz2po), in modo che ogni traduttore sia libero di usare il programma che preferisce per la traduzione. Per quanto riguarda le web application (ma anche per i semplici programmi)per la traduzione, è stato chiesto il supporto al contesto delle stringhe (sottoforma di screenshot o che altro), in modo che i traduttori possano rendersi conto di dove la stringa viene usata per tradurla al meglio. Questo è soprattutto utile per i messaggi di errore o altre stringhe che compaiono solo in situazioni ben precise, e che non è possibile far apparire semplicemente aprendo il programma e navigando nei menu.<br />
Un altro punto su cui molti traduttori hanno posto l&#8217;accento (io compreso) è la possibilità di tradurre le stringhe in accordo col genere e col numero di ogni lingua, cosa oggi non sempre possibile (io per esempio ho problemi in Sunbird). Ci è stato detto, e spero che effettivamente sia implementato, che la nuova piattaforma Mozilla2 supporterà tutte queste cose.<br />
Opinioni da quanto è venuto fuori: sicuramente è un bene dare più elasticità ai traduttori in modo da farli lavorare al meglio, ma secondo me il primo programma creato per la traduzione, Mozilla Translator, pur con tutti i suoi limiti è ad anni luce sia da programmi come poedit, sia soprattutto da una qualsisasi web application (io ormai è un po&#8217; che traduco un programma in Launchpad, quindi ne so qualcosa) che sono scomode, lente, inefficienti al massimo. A questo proposito, è un peccato che Ricardo (l&#8217;attuale manutentore di Mozilla Translator) non fosse stato invitato al summit.</p>
<p>L&#8217;ultimo talk della mia prima giornata mi tocca piuttosto da vicino, visto che l&#8217;ho fatto io! Se volete vedere la presenazione, potete <a href="http://www.iacchi.org/extra/presentation.odp">scaricarla</a>. Il titolo del talk era: &#8220;<a href="https://wiki.mozilla.org/Summit2008/Sessions/Proposals/Problems_people_find_using_Firefox_and_how_to_solve_them">Problems people find using Firefox and how to solve them</a>&#8221; e si proponeva di presentare i problemi più frequenti che gli utenti incontrano utilizzando Firefox, sulla base dell&#8217;esperienza del nostro forum di Mozilla Italia.<br />
Devo dire che sono piuttosto soddisfatto di come sono andate le cose: anche se non c&#8217;erano molti sviluppatori (ma qualcuno sì) c&#8217;erano comunque sia Tenser che Hoffmann, i due team leader di SUMO; oltre ovviamente a diversi traduttori, che hanno riportato le loro esperienze. La presentazione è andata avanti piuttosto bene, tranne un paio di gaffe e un&#8217;esposizione non proprio fluida, e la discussione è stata molto viva, tant&#8217;è che il talk è durato un&#8217;ora e mezzo invece dell&#8217;ora prevista. Molte delle idee proposte sono piaciute, altre riviste e migliorate; alcune sono già state applicate.<br />
A metà talk, abbiamo anche avuto come special guest niente popò di meno che Firefox in persona, o meglio in costume, con dentro Aza Raskin.</p>
<p>Finita la prima giornata di lavoro, siamo stati smistati in cinque ristoranti del posto, e io sono andato alla steak house in compagnia dello PseudoTecnico. La serata ha riservato la sua ultima (sgradita) sorpresa: nel nostro tavolo a quattro uno dei due ragazzi americani (che basta che lo vedi e capisci subito che è uno sfigato), non contento di aver lasciato a 3/4 un piatto di escargot, ha avuto la bella idea di mangiare il suo filetto di bistecca sorseggiando un bel milk shake al cioccolato. Non aggiungo altro. Visto che in Canada il sole non lo vedono spesso, il ritorno all&#8217;albergo ce lo siamo fatti a piedi sotto la pioggia.</p>
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		<title>Mozilla summit 2008 &#8211; Giorno 0</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 05:55:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arrivati! Atterrati a Vancounver alle 16.20 siamo arrivati all&#8217;albergo alle 20, il tempo di mangiare qualcosa, trovare e scambiare quattro chiacchere con Maone e mak77 e poi dritti in camera, che ormai sono sveglio da 26 ore filate. A domani per il resoconto della prima giornata. Ah, dimenticavo: allo PT non è arrivata la valigia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivati!</p>
<p>Atterrati a Vancounver alle 16.20 siamo arrivati all&#8217;albergo alle 20, il tempo di mangiare qualcosa, trovare e scambiare quattro chiacchere con Maone e mak77 e poi dritti in camera, che ormai sono sveglio da 26 ore filate.</p>
<p>A domani per il resoconto della prima giornata.</p>
<p>Ah, dimenticavo: allo PT non è arrivata la valigia, si spera che faccia la sua comparsa in albergo domani sera ora locale (ora sono le 23 qui).</p>
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		<title>Firefox summit 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 22:06:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[-3 (continenti rimasti su cui toccare piede) Dal 28 luglio al 1Â° agosto io e lo PseudoTecnico (sotto le mentite spoglie di flod) saremo ospiti della Mozilla Foundation a Whistler per il Firefox Summit 2008. La località sembra stupenda e il solo viaggio da Vancouver si preannuncia mozzafiato! Certo ci vogliono 10 ore di volo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-3 (continenti rimasti su cui toccare piede)</p>
<p>Dal 28 luglio al 1Â° agosto io e lo <a href="http://www.pseudotecnico.org/blog/">PseudoTecnico</a> (sotto le mentite spoglie di flod) saremo ospiti della Mozilla Foundation a <a href="http://maps.google.com/maps?q=Whistler,+BC,+Canada&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;resnum=1&amp;ct=title">Whistler</a> per il <a href="http://wiki.mozilla.org/Summit2008">Firefox Summit 2008</a>. La località sembra stupenda e il solo <a href="http://maps.google.com/maps?f=d&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;saddr=Vancouver+International+Airport,+Canada&amp;daddr=Whistler,+BC,+Canada&amp;sll=49.651626,-123.09906&amp;sspn=1.198535,2.554321&amp;ie=UTF8&amp;ll=49.655183,-123.11554&amp;spn=1.198447,2.554321&amp;t=h&amp;z=9">viaggio da Vancouver</a> si preannuncia mozzafiato! Certo ci vogliono 10 ore di volo per arrivarci, ma dopo il viaggio Roma &#8211; Hong Kong non mi spavento.</p>
<p>Sarà sicuramente un&#8217;ottima occasione per conoscere un sacco di persone di persona (sperando che ci siano!), voglio sicuramente salutare Robert Kaiser e Stefan Sitter; in più avrò l&#8217;occasione di partecipare al processo di sviluppo delle successive versioni di Firefox. E dopo tutto il lavoro della giornata <a href="http://www.starwoodhotels.com/westin/property/overview/index.html?propertyID=1199&amp;localeoverwrite=">l&#8217;albergo</a> direi che fornisce diverse possibilità di relax (la sala sauna + terme la prenoto subito!).</p>
<p>Prometto di fare tutti i compiti a casa e di scrivere un bel report tutte le sere, quindi stay tuned!</p>
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		<title>Vacanze finite</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 11:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E anche per quest&#8217;anno le vacanze sono finite. Nei prossimi giorni si riparte per altri dieci giorni di pseudo-lavoro, poi ci sono gli esami e il nuovo anno accademico. Ma non abbattiamoci subito. Per ora mi limiterò a dare qualche consiglio e qualche suggerimento a chi si vuole avventurare in territorio greco. Per chi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E anche per quest&#8217;anno le vacanze sono finite. Nei prossimi giorni si riparte per altri dieci giorni di pseudo-lavoro, poi ci sono gli esami e il nuovo anno accademico.<br />
Ma non abbattiamoci subito. Per ora mi limiterò a dare qualche consiglio e qualche suggerimento a chi si vuole avventurare in territorio greco.</p>
<p>Per chi si muove in macchina (mezzo consigliato vista l&#8217;assenza di ferrovie) sappiate che la Grecia non è la nazione col più alto numero di morti sulle strade. Tutti i &#8220;santini&#8221; che vedete ai bordi delle strade non vengono messi quando qualcuno muore in un incidente, ma quando qualcuno sopravvive.<br />
Nonostante questo, l&#8217;alto numero di ringraziamenti al santo del caso vi fa capire quanti incidenti ci siano in Grecia: i greci infatti guidano come dei cani.<br />
Consiglio numero uno quindi: lasciate sempre più della distanza di sicurezza tra voi e l&#8217;auto davanti, perché qualcuno potrebbe volervi superare a ottanta all&#8217;ora in una curva cieca (TIR compresi). Non importa quanto andate veloce, qualcuno andrà più veloce di voi.<br />
Sempre per lo stesso motivo, tenetevi molto sulla destra. Molte delle strade greche hanno una mezza corsia di spazio dopo la linea continua sulla destra. Evidentemente conoscono i loro polli.<br />
Ci sono molte piste di kart in Grecia: da queste parti si sospetta che i greci imparino a guidare lì.</p>
<p>Passiamo a parlare un po&#8217; della nazione: la Grecia è fondamentalmente vuota. In uno dei campeggi abbiamo parlato col marito di una che lavora all&#8217;ambasciata greca in Slovenia e ci ha dato un po&#8217; di cifre. In tutta la nazione ci sono 11 milioni di abitanti. Di questi, 5 milioni sono ad Atene e circa 1 a Salonicco. Vi rendete conto che I restanti 5 milioni hanno tanto spazio da spartirsi (isole comprese). Vi capiterà perciò di navigare per molti chilometri in mezzo al niente.<br />
Nonostante in Grecia si vada soprattutto al mare, il territorio è prevalentemente montuoso e colline e basse montagne arrivano a picco fin quasi sul mare. La maggior parte delle strade perciò è in discesa o in salita e presenta molte curve (come tutte le strade di montagna). In alcuni casi, si incontrano anche cartelli che indicano la necessità di catene a bordo.<br />
Per andare al mare, il nostro interlocutore greco (e la nostra esperienza) consiglia fortemente la costa est, quella che dà sull&#8217;Egeo: il clima è secco e ben ventilato, la gente onesta. Sulla costa ovest tutto l&#8217;opposto.</p>
<p>Dopo il quadro generale, parliamo un po&#8217; delle tappe fatte, cosa vedere (e cosa no) e di come muoversi.<br />
Dopo lo sbarco a Igoumenitza la prima tappa sono state le meteore. Per chi non lo sapesse, le meteorie sono grosse formazioni rocciose (in pratica grandi massi) alte anche più di cento metri. il panorama già di per sé è suggestivo, in più i greci del &#8217;600 &#8211; &#8217;700 hanno pensato bene di costruirci dei monasteri sulla cima (giusto perché era pratico costruirci). Se vi interessa solo il lato naturale della cosa, potete farvi un bel giro e vedere le rocce da diverse angolazioni, se vi interessano anche i monasteri vi consiglio i due più a sinistra.</p>
<p>Seconda tappa: Delfi. Il sito vale la pena visitarlo, perché è rimasta in piedi diversa roba. Anche il museo annesso non è male.<br />
Il paese invece è piuttosto recente e 98% turistico. Sicuramente non faticherete a trovare un ristorante o un bar.</p>
<p>Terza tappa: la capitale, Atene. Credo sia la città  più brutta d&#8217;Europa. Non provate neanche ad entrare in macchina ad Atene: perdersi tra vie e viuzze è un attimo, e non c&#8217;è un cartello pagarlo oro.<br />
Il modo migliore per stare ad Atene è andare in campeggio o in albergo a Kifissia, da dove ogni dieci minuti passa la metropolitana che in mezz&#8217;ora vi porta ai piedi dell&#8217;acropoli. I mezzi pubblici in città funzionano bene e costano veramente poco, usateli per muovervi tra i vari musei.<br />
L&#8217;acropoli non è brutta, ma non è neanche questa grande meraviglia, molto meglio Delfi. Aggiungete che quando ci sono passato io il Partenone era tutto impalcato. I vari musei invece sono all&#8217;altezza (anche se tanto è ancora al British Museum).</p>
<p>Quarta tappa: Epidauro. Qui c&#8217;è il più bel teatro dell&#8217;antica Grecia, tuttora usato per le rappresentazioni, vale veramente la pena vederlo. Il sito archeologico annesso invece non è granché.<br />
Epidauro è anche il posto ideale per fare un po&#8217; di mare: il clima è ottimo (compatibilmente col caldo d&#8217;Agosto) e il mare è semplicemente perfetto, dato che ci sono un sacco di insenature dove il mare è sempre calmo, l&#8217;acqua limpidissima e anche pochissime meduse. Meglio di così!<br />
Se decidete di fermarvi, per mangiare fuori vi consiglio un piccolo posticino che fa anche take-away accanto alle poste: come già detto nel post precedente si mangia come maiali spendendo veramente poco. Per i dolci o il pane, c&#8217;è un forno all&#8217;inizio (o alla fine, a seconda della direzione di arrivo) del paese che fa paste e biscotti stupendi. Per uscire la sera dopo cena potete andare nella via del porto (il paese è composto di tre vie e quattro traverse in tutto) dove ci sono un sacco di bar e magari sedervi a quello dell&#8217;hotel Cristina, che almeno per quest&#8217;anno aveva prezzi un po&#8217; più bassi degli altri e una cameriera particolarmente sveglia.<br />
Da notare, come nota positiva, che in Grecia quando ti siedi in un bar la prima cosa che fanno è portarti una caraffa d&#8217;acqua (gratis ovviamente). Ci spiegava il nostro vicino di tenda che in Grecia l&#8217;acqua è vista, come l&#8217;aria, come un bene indispensabile alla sopravvivenza umana e quindi come cosa da servirsi sempre e a titolo gratuito.</p>
<p>Quinta tappa: Olimpia. Solo per il fascino della città di origine delle olimpiadi, Olimpia è da vedere. Il sito archeologico è conservato abbastanza bene, e non è male. Il museo, se avete visto tutti i precedenti, ve lo potete anche evitare a meno che non siate degli appassionati perché ci sono le solite cose. Potreste fare una capatina al museo dei giochi olimpici nell&#8217;antichità (ingresso gratuito), dove ci sono dei pannelli che spiegano come si svolgevano i giochi di allora. Onestamente mi sarebbe piaciuto anche un museo dei giochi olimpici attuali, magari con tutte le fiaccole olimpiche esposte. Vabè.<br />
Se il paese di Delfi era turistico al 98%, quello di Olimpia lo è al 100%. Si compone di una strada da cui partono le traverse (corte). Ci sono praticamente solo negozi, ristoranti e alberghi. Uno schifo unico.</p>
<p>Credo di essermi dilungato anche troppo, perciò concludo qui. Il resto, scopritelo da voi visitando i luoghi.</p>
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		<title>Saluti</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2007 20:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saluti dalla Grecia. Attualmente sono ad un bar ad Epidauro scroccando la connessione di un albergo (gli pago comunque la birra) scrivendo col pocketPC di mio babbo (uno strazio). Due strade più indietro c&#8217;è un posticino dove si mangia molto bene e come maiali spendendo praticamente un cavolo (8 euro a testa riempiendosi fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saluti dalla Grecia.</p>
<p>Attualmente sono ad un bar ad Epidauro scroccando la connessione di un albergo (gli pago comunque la birra) scrivendo col pocketPC di mio babbo (uno strazio).</p>
<p>Due strade più indietro c&#8217;è un posticino dove si mangia molto bene e come maiali spendendo praticamente un cavolo (8 euro a testa riempiendosi fino a scoppiare).<br />
Inutile dire che ci abbiamo fatto l&#8217;abbonamento (tra mangiare in loco e da asporto, che si spende ancora meno).</p>
<p>Ci risentiamo al rientro in Italia.</p>
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