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	<title>iacchiblog &#187; Università</title>
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	<description>Storie e pensieri tra chimica, informatica, attualità e cazzeggio puro</description>
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		<title>Laurea infine</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 14:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto ciò che può andare storto, lo farà. È piuttosto vero, ma per fortuna questa volta non è bastato per far saltare tutto. Lunedì scorso (ma trovo il tempo di scrivere solo ora in treno) mi sono finalmente laureato in chimica (per lo meno la triennale, ora c&#8217;è la specialistica) col voto di 102/110. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò che può andare storto, lo farà. È piuttosto vero, ma per fortuna questa volta non è bastato per far saltare tutto.</p>
<p>Lunedì scorso (ma trovo il tempo di scrivere solo ora in treno) mi sono finalmente laureato in chimica (per lo meno la triennale, ora c&#8217;è la specialistica) col voto di 102/110. Non proprio il massimo (io sono abituato piuttosto male in quanto a risultati di studio), ma visto l&#8217;andazzo di questo anni accontentiamoci; a questo punto si punta a fare benissimo alla specialistica.</p>
<p>Come detto all&#8217;inizio, ho rischiato veramente di rinviare la laurea a giugno: la settimana prima della laurea infatti mi trovavo in Irlanda con l&#8217;orchestra e il cazzo di vulcano islandese non aveva niente di meglio da fare che eruttare proprio quella settimana lì. Risultato: dovevo laurearmi giovedì scorso ma mi sono ritrovato bloccato in Irlanda. Fortunatamente la segreteria e i professori hanno acconsentito a spostare la mia laurea a lunedì, e sempre fortunatamente sabato il nostro aereo è volato, altrimenti avremmo dovuto prendere un traghetto e poi un pullman per un totale di 37 ore di viaggio per arrivare a Firenze 4 ore prima della laurea: devastante.</p>
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		<title>Aggiornamenti sparsi</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 09:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono morto, sono solo un po&#8217; in crisi. È da un po&#8217; di tempo che non scrivo qualcosa sul blog, direi che è arrivato il momento. Un po&#8217; di aggiornamenti per le cose rimaste in sospeso e tutto quello che è accaduto in questi (quasi) tre mesi di merda. Magari per alcune cose scriverò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono morto, sono solo un po&#8217; in crisi.</p>
<p>È da un po&#8217; di tempo che non scrivo qualcosa sul blog, direi che è arrivato il momento. Un po&#8217; di aggiornamenti per le cose rimaste in sospeso e tutto quello che è accaduto in questi (quasi) tre mesi di merda. Magari per alcune cose scriverò di più in futuro.</p>
<p>Intanto il festival in Belgio: abbiamo suonato praticamente al meglio delle nostre possibilità (potevamo fare un po&#8217; meglio ma vista la tensione va bene così) e la giuria ci ha assegnato un terzo premio (che non vuol dire che siamo arrivati terzi, ma che abbiamo avuto una votazione tra il 6 e il 6.9). Lì per lì siamo stati un po&#8217; delusi, poi abbiamo ricevuto un commento un po&#8217; più articolato e ci è andata un po&#8217; meglio. Ne riparlerò prossimamente.</p>
<p>Perché non ho scritto prima queste cose? Perché la mattina dopo che siamo tornati in Italia sono scappato subito a Pisa dove ho avuto la bellissima notizia che l&#8217;anno prossimo dovrò abbandonare l&#8217;ateneo pisano perché il senato accademico ha deciso di chiudere il mio corso di laurea specialistica. Abbiamo lottato e discusso un mese intero, ma non abbiamo guadagnato quasi niente: qualcuno facendosi un mazzo assurdo riuscirà a iscriversi e rimanere a Pisa, io me ne andrò all&#8217;università di Torino. La cosa mi rompe non poco, visto che non potrò tornare a Firenze per le prove d&#8217;orchestra tutti i fine settimana.</p>
<p>Il MAOW è andato benissimo. Siamo stati un po&#8217; tesi fino all&#8217;inizio perché la gente che si era registrata era molta di più rispetto alla capienza della sala, ma alla fine c&#8217;erano due posti liberi, quindi è andata bene. Ringrazio Luca e Massimiliano per essere saliti in cattedra, Paul per averci fatto vedere le novità di Firefox 3.5 e William per aver permesso questo evento in Firenze.</p>
<p>Ho aggiornato il blog all&#8217;ultima versione di WordPress. Prima o poi troverò anche il tempo di riscrivere il tema, che come funzioni è fermo a WordPress 2.2.</p>
<p>Eddie (il nome del mio portatile) diventa più potente: in previsione del trasferimento a Torino infatto ho preso un HP <a href="http://h10025.www1.hp.com/ewfrf/wc/document?docname=c01640183&amp;lc=it&amp;dlc=it&amp;cc=it&amp;product=3826239&amp;os=2093&amp;lang=it">dv5-1140el</a>. Il prezzo non è male (671 € iva e spedizioni incluse) considerando che anche nei negozi on-line costa minimo 950 €. Voglio consigliare <a href="http://stores.shop.ebay.it/COMPUTERSTORE-ITALIA">il negozio</a> dove l&#8217;ho preso. Magari farò un servizietto fotografico di unboxing. Comunque, per ora il nuovo acquisto non si tocca: prima si finisce il tirocinio di laurea.</p>
<p>A proposito di tirocinio di laurea, forse ho trovato l&#8217;azienda dove andare: il mio biscugino conosce il titolare dell&#8217;azienda, che ha detto sarebbe contento di darmi &#8220;asilo&#8221;. Punti di forza della <a title="Sito azienda" href="http://www.carbondream.com/ita/home_ita.html">Carbon dream</a>: vicina a casa, seria, produttrice ad alto livello di cose tutto sommato interessanti per me.</p>
<p>Spero di tornare più attivo a breve. Per ora saluti, me ne torno alla mia odiosa meccanica statistica.</p>
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		<title>La manifestazione del 30 ottobre a Roma</title>
		<link>http://www.iacchi.org/2008/10/31/la-manifestazione-del-30-ottobre-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 17:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[legge 137]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Direi che si può riassumere in due parole: che bordello (in senso buono)! Partenza alle 5.30 da Firenze, alle 11.30 eravamo ancora imbottigiliati nel G.R.A. insieme ad un altro centinaio di pullman come noi. Già che c&#8217;eravamo, abbiamo inscenato una manifestazione dentro la manifestazione esponendo tutti gli striscioni ai vetri dei pullman. A quell&#8217;ora comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che si può riassumere in due parole: che bordello (in senso buono)!</p>
<p>Partenza alle 5.30 da Firenze, alle 11.30 eravamo ancora imbottigiliati nel G.R.A. insieme ad un altro centinaio di pullman come noi. Già che c&#8217;eravamo, abbiamo inscenato una manifestazione dentro la manifestazione esponendo tutti gli striscioni ai vetri dei pullman. A quell&#8217;ora comunque abbiamo deciso, seguendo l&#8217;esempio di altri, di scendere dal bus e proseguire a piedi; credo che non mi ricapiterà un&#8217;altra volta di fare una passeggiata di 150 metri sull&#8217;autostrada e scavalcare il guard-rail per prendere l&#8217;uscita.</p>
<p>Arrivati alla stazione della metro ho pensato subito che non saremmo riusciti a raggiungere il centro di Roma, invece dopo un&#8217;ora siamo riusciti a salire sulla metro. In centro, le stazioni di Repubblica e Spagna erano chiuse per le troppe persone, qundi fra una decisione sul momento e l&#8217;altra siamo scesi a Flaminio e ci siamo ritrovati direttamente nella piazza dove finiva il corteo, verso le 13. Un po&#8217; mi è dispiaciuto perché praticamente non abbiamo sfilato per niente, ma dall&#8217;altro lato era già relativamente tardi e in questo modo abbiamo visto anche la piazza &#8220;finale&#8221;.</p>
<p>Devo dire che la piazza era un po&#8217; un&#8217;insulto alla manifestazione stessa, per quanto era piccola: come facevamo ad entrarci tutti? Era molto meglio usare piazza S. Giovanni.</p>
<p>Per quanto riguarda le altre parti della manifestazione mi sono affidato al mio collegamento a Internet col cellulare (finché il ponte ha retto) e alle news di Repubblica mobile, quindi ne so più o meno quanto un qualsiasi lettore che si sia informato. Vedendo coi miei occhi però la piazza e i dintorni, ripercorrendo a piedi buona parte del percorso della manifestazione, e considerando che a un certo punto della mattinata tutto il percorso della manifestazione era pieno di gente: da piazza del popolo a piazza Esedra passando per tutte le vie del percorso e i due cortei laterali che sono nati per far entrare tutta la gente, più tutte le persone che ancora erano nei pullman fuori Roma, posso dire che Maroni i suoi numeri se li può mettere in quel posto. Non sono molto bravo a stimare un ipotetico numero di chiodi sparsi per la scrivania, quindi figuriamoci il numero di persone in un&#8217;intera città; tuttavia la piazza iniziale e anche le strade del percorso (che non era proprio cortissimo) mi sono sembrate piuttosto larghe e durante un corteo la gente sta abbastanza stretta, quindi secondo me la cifra di un milione detta da più parti forse è esagerata, non lo so, ma sicuramente non campata in aria. Sicuramente molto meno campata in aria dei 100 mila del nostro ministro degli interni.<br />
Oltre alla manifestazione romana, direi che non sono da sottovaluare i numeri di tutte le altre manifestazioni che hanno avuto luogo in tantissime città d&#8217;Italia, anche se nella stessa Roma c&#8217;era veramnte tutta Italia: da Venezia alla Sicilia, fino alla Sardegna.</p>
<p>Per quanto riguarda la qualità della manifestazione, ho visto molti striscioni molto ironici e creativi e, compatibilmente con la natura della manifestazione, relativamente poche bandiere di partito, almento in piazza del popolo. Bandiere di sindacati ovviamente a bizzeffe: era organizzata da loro. Nella camminata di ritorno alla stazione della metro di Repubblica, ho visto veramente tanta gente di tutte le età e abbiamo anche incrociato una banda (nel senso musicale) di studenti impegnati ad intrattenere. Perché alle manifestazioni, e questa è una delle loro peculiarità, ci si va con l&#8217;incazzatura nel cuore ma con l&#8217;allegria sulla faccia. In piazza del popolo ho anche parlato con un poliziotto che mi ha confermato che non c&#8217;erano stati disordini di alcun tipo.</p>
<p>Siamo anche stati graziati dal tempo: ha iniziato a piovere (e grandinare) quando ormai eravamo quasi sul pullman per il rientro, perciò di acqua ne abbiamo presa poca. Fortunatamente, il traffico del rientro è stato meno intenso di quello che prevedevo, e partendo alle 17.30 siamo riusciti a tornare a Firenze alle 21.</p>
<p>È stata veramente una bellissima manifestazione, e spero che i numeri si ripeteranno per il 14 novembre, quando scenderemo in piazza per la 133 e l&#8217;università. Sicuramente è stato importante esserci, e farò il possibile per essere presente anche il 14, magari arrivando un po&#8217; prima!</p>
<p>Prima che qualcuno dica che noi universitari ci abbiamo capito poco e non abbiamo ben chiari i problemi e le leggi: so perfettamente che questa manifestazione era per dimostrare contro la legge 137 del ministro Gelmini sulla riforma della scuola primaria, e non dell&#8217;università. Detto questo, credo che ormai sia chiaro che tutto il mondo dell&#8217;istruzione ha fatto comunella per contrastare le due leggi 133 e 137, ma a parte questo non vedo perché solo chi ha un figlio alle elementari debba protestare per la 137 e solo gli universitari per la 133: queste due leggi toccano tutta la nazione, perché toccano i bambini e i giovani studiosi, che sono il futuro della nazione stessa.</p>
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		<title>Vignette di protesta</title>
		<link>http://www.iacchi.org/2008/10/29/vignette-di-protesta/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 10:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[legge 133]]></category>
		<category><![CDATA[vignette]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo scoperto di avere in dipartimento un bravo fumettista, che ha realizzato delle vignette di protesta contro la legge 133. Eccole: Storia di uno studente &#8211; questa è la prima realizzata. È piaciuta tantissimo a tutti e ha avuto molto seguito nelle varie lezioni in piazza e manifestazioni. Le prossime sono una serie di immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo scoperto di avere in dipartimento un bravo fumettista, che ha realizzato delle vignette di protesta contro la legge 133. Eccole:</p>
<p>Storia di uno studente &#8211; questa è la prima realizzata. È piaciuta tantissimo a tutti e ha avuto molto seguito nelle varie lezioni in piazza e manifestazioni.</p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" title="Storia di uno studente" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/storia_studente.jpg" alt="Storia di uno studente" /></p>
<p>Le prossime sono una serie di immagini su cosa vogliono dire per l&#8217;università i tagli, il blocco del turnover e la trasformazione in fondazioni private. Qualcosa è esagerato, qualcosa neanche troppo.</p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/sponsor1.jpg" /></p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/sponsor2.jpg" /></p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/laboratorio.jpg" /></p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/ricercatore.jpg" /></p>
<p>Infine, questa è stata fatta su due piedi durante una manifestazione per le strade di Pisa quando ho letto sul sito di Repubblica che Berlusconi aveva smentito la dichiarazione di voler mandare la polizia nelle scuole.</p>
<p style="width: 100%; text-align: center; margin-bottom: 10px;"><img style="width: 640px;" src="http://www.iacchi.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/10/berlusconi_esercito.jpg" /></p>
<p>Ci tengo a precisare che le vignette non sono mie, e che quindi prima di usarle più di tanto andrebbe chiesto il permesso all&#8217;autore. Tuttavia, se le volete usare durante le proteste, credo proprio che non ci siano problemi: sono state create per questo.</p>
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		<title>Sullo stato dell&#8217;Università e delle agitazioni</title>
		<link>http://www.iacchi.org/2008/10/20/sullo-stato-delluniversita-e-delle-agitazioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 17:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Facciamo un po&#8217; di informazione, ché se ne è vista poca fatta bene sull&#8217;argomento. Tutti sapete perché la Scuola Italiana, dagli asili alle università, è in agitazione. Si sono letti tanti articoli e commenti in merito ma pochi dicono cosa sta veramente accadendo nel mondo della scuola e il perché. La Gelmini cade dalle nuvole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo un po&#8217; di informazione, ché se ne è vista poca fatta bene sull&#8217;argomento.</p>
<p>Tutti sapete perché la Scuola Italiana, dagli asili alle università, è in agitazione. Si sono letti tanti articoli e commenti in merito ma pochi dicono cosa sta veramente accadendo nel mondo della scuola e il perché.<br />
La Gelmini cade dalle nuvole e non si spiega il perché di tutte queste proteste, altri in malafede travisano tutto il travisabile e tentano di addossare tutte le proteste &#8220;ai soliti comunisti&#8221; che fanno sempre quanto in loro possesso per tentare di screditare il governo.</p>
<p>Io invece vorrei parlare di qualcosa di diverso, di cosa sta effettivamente avvenendo all&#8217;interno delle università italiane, di cosa io vedo tutti i giorni e di cosa si discute a tutti i livelli. Per questo, porterò l&#8217;esempio di quanto succede nella mia università, quella di Pisa, ben consapevole che in generale, nonostante si senta poco nelle notizie, è una delle più attive in italia nel movimento di protesta e, se si vuole, anche una delle università più serie del panorama italiano e quindi oltremodo ingiustamente colpita da questi provvedimenti.<br />
Quindi: bisogna comunque fare tutti i distinguo del caso, ma la portata di questi provvedimenti va oltre il concetto di università poco o tanto meritevoli.</p>
<p>Prima di tutto: perché si discute? Perché si protesta?</p>
<p>Per quanto riguarda la scuola, le uniche notizie che passano in televisione rispetto alle novità introdotte dalla legge 137 sono quelle sul grembiule e sul maestro unico. Già queste (più che altro in maestro unico) basterebbero per sollevare tutto il polverone che si è sollevato. Voglio dire: avete idea di cosa voglia dire maestro unico alle elementari? Si sa che nel corpo insegnanti ci sono sia persone capaci, che fanno questo lavoro perché gli piace, e persone che non si sa bene come siano andate ad insegnare, o che in ogni caso hanno perso ogni spinta verso il buon insegnamento. Quindi pensate: se come maestro unico vi capitasse uno dei secondi, o comunque una persona con cui non vi trovate proprio, vorrebbe dire prima di tutto che avreste buttato via cinque anni di scuola, forse i più importanti; in più potrebbe montarvi un odio per la scuola stessa che cambierebbe il corso della vostra vita. Il tutto per un deficiente che avete avuto davanti per cinque anni. Io conosco ragazzi o bambini che hanno visto stravolto il loro rapporto con una materia per via di un maestro elementare; figuriamoci se questo accadesse con tutte le materie! Avere più maestri vuol dire avere più garanzie per una buona istruzione, e anche imparare a rapportarsi con persone diverse, ascoltare più voci.<br />
Tuttavia, il maestro unico non è l&#8217;unico problema che la riforma porta. Essendo ormai fuori dal sistema scolastico non sono ferratissimo su tutti i punti contro cui si combatte, per cui vi rimando alla lettura di voci più informate, però tra le varie manifestazioni sono venuti fuori almeno altri due punti: la non regolarizzazione di insegnanti precari e il taglio di tutti gli insegnanti di sostegno. Questo vuol dire che bambini con problemi psichici, di adattamento o stranieri non avranno più un insegnante di appoggio che gli aiuterà ad inserirsi nel sistema scolastico italiano. Non è pensabile che il maestro unico possa stare dietro a tutte queste persone, quindi semplicemente ai bambini con più problemi non sarà permessa un&#8217;istruzione al meglio delle possibilità. Per non parlare poi del ritorno al voto vero e proprio (con i numeri) e del 6 in condotta già dalle scuole elementari. Non mi sembrano le elementari posto da voti, e a metà strada le scuole medie.<br />
Chiudendo sulla scuola, vorrei far notare che genitori, alunni e <em><strong><span style="text-decoration: underline;">insegnanti</span></strong></em> hanno <em><strong><span style="text-decoration: underline;">occupato</span></strong></em> le scuole <em><strong><span style="text-decoration: underline;">elementari</span></strong></em> (9 scuole solo a Pisa). Credo che una cosa del genere non sia mai successa nella storia d&#8217;Italia, e dovrebbe far riflettere.</p>
<p>Passiamo all&#8217;università, di cui conosco meglio la situazione. Facciamo intanto un po&#8217; di chiarezza sui numeri: a volte si parla di DL 112, a volte della legge 133. Sono la stessa cosa: 112 era il numero del decreto legge, 133 il numero della legge vera e propria. Questo è il problema: ci troviamo a contrastare una legge vera e propria (il DPEF, niente di meno) che quindi può o passare o non passare, ma non può più essere modificata.<br />
Detto questo, perché tutte queste sommosse? La risposta più immediata è: perché si vuole chiudere l&#8217;Università pubblica in Italia. Vediamo come: prima di tutto, si tagliano i fondi. Nei prossimi cinque anni, verranno dati all&#8217;università 1.5 MILIARDI di EURO in meno. Non noccioline, insomma.<br />
Poi c&#8217;è il blocco del turn-over al 20%. Cosa vuol dire: ogni 5 docenti pensionati, ne verrà assunto solamente uno. Tenete presente che oggi come oggi la classe docente italiana è tra le più vecchie d&#8217;Europa, e che nei prossimi anni assisteremo a diversi pensionamenti, senza la possibilità però di ricreare la classe docente. Questo vuol dire che molti corsi dovranno essere eliminati, non si potranno tenere che le lezioni principali perché mancherà personale per fornire un&#8217;offerta didattica ampia, inoltre si costringeranno i ricercatori precari (quelli che non saranno buttati fuori prima) a tenere corsi che prima teneva un docente vero e proprio (insomma: corsi fondamentali, non di contorno) perché il numero di docenti non sarà sufficiente a coprire tutti gli incarichi. Inoltre, i soldi degli stipendi dei professori non assunti, non saranno destinati ad altre attività, saranno tagliati. Esempio: se ora spendiamo 100 per 5 docenti, dopo non spenderemo 20 per un docente e 80 per altro, ci verrà dato solo 20.<br />
Il licenziamento dei ricercatori precari: è da sottolineare il fatto di come già ora molti corsi sopravvivano grazie all&#8217;aiuto dei ricercatori, che gratuitamente (il più delle volte) o con retribuzioni minime (e con minime intendo 400 euro a corso) accettano di insegnare agli studenti. Vorrei fare presente che i ricercatori sono pagati per fare ricerca, non per insegnare. Queste persone, contrariamente all&#8217;immaginario collettivo, non sono scansafatiche. Sono persone con un curriculum di tutto rispetto, spesso con pubblicazioni importanti alle spalle e anni di lavoro all&#8217;interno dell&#8217;università (anche 10). Con la carenza di professori che ci sarà, dato che le tasse dello studente restano una nota importante nel bilancio dell&#8217;università, sempre più riceratori dovranno spendere il loro tempo a insegnare invece che a fare ricerca, rendendo sterile l&#8217;innovazione all&#8217;interno degli atenei e trasformando interamente o quasi le università in grandi licei specializzati. Inoltre, si fa sempre un gran parlare del problema della fuga di cervelli; questa mi sembra decisamente la risposta peggiore per bloccare l&#8217;esodo.<br />
Poi, la possibilità di creare fondazioni private. Questo vuol dire prima di tutto uccidere l&#8217;università pubblica, poi vuol dire gravare ulteriormente sulle tasche degli studenti (tanto che si tornerà ad un&#8217;università solo per ricchi, che saranno gli unici a poter pagare le tasse, al posto di un&#8217;università il più possibile per cervelli), infine vuol dire uccidere parte della ricerca. Se un&#8217;azienda mette i soldi in un&#8217;università, vuole vedere certi risultati che possano tornare utili all&#8217;azienda stessa; mi pare lecito. Questo però vuol dire che i dipartimenti che non creano un ritorno finanziaro immediato (vedi lettere, economia etc.) difficilmente riceveranno finanziamenti per rimanere in piedi; e anche nei settori scientifici morirà o quasi la ricerca di base, quella i cui risultati sono tra i più importanti ma che si vedono solo sul lungo termine. In tanti vi verranno a dire che è una scelta quella di diventare fondazioni private. Permettetemi di fare una similitudine su quanto questa sia una scelta. Immaginate di essere in una stanza al caldo, con fuori 3 °C; dove scegliereste di stare? Bene, immaginate ora che nella stanza facciano entrare gas nervino; dove andresta allora? Rimarreste nella stanza? Ecco, questo è il tipo di scelta che l&#8217;università ha.<br />
Per ultimo, c&#8217;è la chiusura delle SSIS. Per chi non lo sapesse, SSIS è l&#8217;acronimo di Scuola di Specializzazione all&#8217;Insegnamento Secondario, ed è la scuola che deve seguire chi poi voglia intraprendere la carriera dell&#8217;insegnamento. C&#8217;è bisogno di specificare cosa vuol dire la chiusura di queste scuole?</p>
<p>Questo, è quello contro cui stiamo lottando. Non ci sognamo neanche di pensare che tutto il torto è dalla parte del legislatore; sappiamo che l&#8217;università italiana è piena di magagne e per questo il passo successivo al blocco della legge deve essere quello dell&#8217;aperura di una serie di tavoli in cui si discutano riforme anche grandi ma sensate. Tuttavia, come alla fine è stato detto a Pisa, in questo momento non c&#8217;è spazio per l&#8217;autocritica: lo scontro è Davide contro Golia e il tempo per fermare il gigante è poco.<br />
In fondo, pur con tutti i suoi problemi l&#8217;università italiana rimane una delle migliori in Europa: quando i laureati italiani vanno all&#8217;esterno sono accolti a braccia aperte, perché si sa che sono ben preparati. Inoltre, l&#8217;Italia già ora è uno dei paesi che spende meno per l&#8217;università in Europa, e uno degli ultimi all&#8217;interno del cosiddetto primo mondo. In una nazione come la nostra dove stiamo dismettendo tutto il settore primario e secondario (agricoltura e industria) per concentrarci sui servizi e sull&#8217;alta tecnologia, non possiamo permetterci di diminuire ulteriormente i fondi per la ricerca, perché verremo schiacciati.</p>
<p>Come ultimo punto di questo lungo discorso-sfogo: cosa facciamo per contrastare la legge? C&#8217;è da dire che stiamo dando fondo alle idee praticabili. A tutt&#8217;oggi a Pisa abbiamo fatto due assemblee di ateneo (con una media di 5000 partecipanti a ciascuna) in cui è stata decisa l&#8217;occupazione del polo di scienze politiche come base per la mobilitazione; è stato occupato il rettorato per qualche ora per indire una conferenza stampa; è stato deciso che l&#8217;anno accademico non sarà inaugurato ma anzi in quel giorno ci sarà una sospensione della didattica; in quasi tutte le facoltà è stata bloccata la didattica per una settimana per potersi organizzare; i ricercatori hanno negato la disponibilità di tenere corsi e alcuni docenti di tenere corsi che non siano quelli obbligatori da contratto; è stato convocato un senato accademico straordinario allargato per decidere le forme di protesta ufficiali.<br />
Queste le mobilitazioni più ufficiali; nel mezzo ci sono le lezioni in piazza dei miracoli della facoltà di scienze; il volantinaggio in tutti i posti più frequentati da italiani e turisti (abbiamo fatto volantini in inglese); le grandi manifestazioni di piazza: due settimane fa hanno sfilato per pisa 5000 persone dall&#8217;asilo all&#8217;università, domani ci sarà una manifestazione regionale a Firenze, venerdì ancora a Pisa e il 30 nazionale a Roma; si farà una giornata di astensione dagli acquisti, per far capire alla città cosa succederà alla sua economia con la chiusura o quasi dell&#8217;università; altre iniziative che non so/non ricordo. (non si può stare dietro a tutto&#8230;)</p>
<p>A chi dice che questa è la solita propaganda di sinistra, rispondo che alle due assemblee di ateneo hanno parlato tutti, e hanno partecipato tutti, persone di destra e di sinistra. Un grande lavoro si sta facendo per tenere a bada i soliti quattro deficienti e non politicizzare la protesta in corso, per farla rimanere una protesta della scuola e università italiane contro le due leggi che le vogliono uccidere, perché questo è ciò che realmente è la protesta. Ho visto parlare i giovani di Forza Italia, che proponevano di andare a bloccare le grandi arterie cittadine; persino gli studenti della Normale hanno deciso di darsi una svegliata e appoggiare la protesta ufficialmente oltre che come individui.<br />
Certo, i giornali vi diranno che siamo i soliti quattro gatti comunisti che vanno in giro a fare danni (è stato scritto davvero), che le riforme sono ben viste e che la popolarità della Gelmini non è mai stata così alta. A voi decidere a chi credere, e pensate un po&#8217; a come vorreste che il vostro figlio studiasse. Come diceva bene la Littizzetto ieri, alle famose 3 I del governo: Inglese, Informatica, Industria (tra l&#8217;altro, cosa c&#8217;entra l&#8217;industria&#8230;) se ne è aggiunta ora una quarta: In culo.</p>
<p>All&#8217;interno di tutto questo movimento, dispiace vedere e constatare che sono poche le università italiane che si stanno realmente muovendo, pochi gli studenti che sanno cosa sta accadendo, troppo pochi i docenti che si schierano apertamente contro la legge. Per non parlare della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) che raramente si è vista così accondiscendente col governo. Il documento che hanno stilato all&#8217;ultimo incontro è si contrario alla legge, ma talmente debole da far ridere. Il nostro rettore ha detto che il documento sarà sì debole ma approvato all&#8217;unanimità. Evidentemente molti rettori pensano di poterci guadagnare da questa situazione, bah. Senza contare che nella CRUI siedono anche rettori di università già private; quindi non vedo perché cercare tutta questa unanimità a scapito della forza delle dichiarazioni.</p>
<p>Concludo (ché è una giornata intera che sto scrivendo questo post) con dei dati che dovrebbero far riflettere: sia la legge 133 che la 137 sono state proposte (la 133 anche approvata) a fine luglio, periodo in cui è praticamente impossibile imbastire un movimento di protesta. La legge 133 (ricordiamolo, è un DPEF) è stata approvata dal consiglio dei ministri dopo una discussione di un quarto d&#8217;ora (15 minuti). Entrambe le legge non hanno subito il normale iter parlamentare; per entrambe infatti è stata richiesta la fiducia sia alla camera che al senato. W la democrazia.</p>
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		<title>Ludoteca scientifica 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 14:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Che il divertimento abbia inizio! Da lunedì prossimo , 7 Aprile fino al 10 Maggio, si svolgerà l&#8217;edizione 2008 della ludoteca scientifica. Nell&#8217;area dei vecchi macelli di Pisa, verranno mostrati a chi li vorrà vedere esperimenti di fisica, chimica, geologia, biologia. Non fatevi spaventare dalle materie: sono tutti esperimenti divertenti (magari più avantine scriverò anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il divertimento abbia inizio!</p>
<p>Da lunedì prossimo , 7 Aprile fino al 10 Maggio, si svolgerà l&#8217;edizione 2008 della <a href="http://www.ludotecascientifica.it/index.htm">ludoteca scientifica</a>.</p>
<p>Nell&#8217;area dei vecchi macelli di Pisa, verranno mostrati a chi li vorrà vedere esperimenti di fisica, chimica, geologia, biologia.<br />
Non fatevi spaventare dalle materie: sono tutti esperimenti divertenti (magari più avantine scriverò anche qualcuno fattibile in casa) e spiegati con parole semplici.<br />
Le visite sono aperte a tutte le scuole (dalle elementari alle superiori) e a tutte le famiglie che vogliono venire.</p>
<p>Io quest&#8217;anno non farò il solito giro ma gestirò la stanza della chimica, nei seguenti giorni: lunedì, giovedì e venerdì mattina e domenica pomeriggio.</p>
<p>Ricordo gli orari di apertura della ludoteca:<br />
Ludedì-sabato: 9.00 &#8211; 18.00<br />
Domenica: 14 &#8211; 19.00<br />
Se in qualcuno dei giorni normalmente feriali capita una festa, si farà l&#8217;orario della domenica.</p>
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		<title>Concerti universitari</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Oh, la prima sinfonia che suono. Per chi è interessato e/o si trova nelle vicinanze, vorrei dare annuncio dei prossimi concerti. In questo caso non suonerò con l&#8217;orchestra giovanile di Firenze ma con l&#8217;orchestra giovanile universitaria dell&#8217;università di Pisa. Date concerti: 4 Aprile alle ore 21 nella chiesa di S. Caterina (piazza omonima) a Pisa; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, la prima sinfonia che suono.</p>
<p>Per chi è interessato e/o si trova nelle vicinanze, vorrei dare annuncio dei prossimi concerti. In questo caso non suonerò con l&#8217;orchestra giovanile di Firenze ma con l&#8217;orchestra giovanile universitaria dell&#8217;università di Pisa.</p>
<p>Date concerti: 4 Aprile alle ore 21 nella chiesa di S. Caterina (piazza omonima) a Pisa; 5 aprile in un posto non meglio specificato di Lucca.</p>
<p>Programma: prima sinfonia di Brahms, danze ungheresi 1, 3, 10 sempre di Brahms.</p>
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		<title>Riforme universitarie</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 14:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Giusto per citare il titolo di un famoso film: non ci resta che piangere. Da un po&#8217; di tempo volevo scrivere questo post, ma ne trovo il tempo solo ora. Né i telegiornali né altri mezzi di informazione di massa ne parlano, ma il prossimo anno accademico entrerà in vigore una nuova riforma universitaria. Dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per citare il titolo di un famoso film: non ci resta che piangere.</p>
<p>Da un po&#8217; di tempo volevo scrivere questo post, ma ne trovo il tempo solo ora. Né i telegiornali né altri mezzi di informazione di massa ne parlano, ma il prossimo anno accademico entrerà in vigore una nuova riforma universitaria.</p>
<p>Dato che quest&#8217;anno sono stato eletto rappresentante degli studenti per il mio corso di laurea, prendo parte ai consigli del corso di studi e ho scoperto durante il primo di questi la nuova legge e relativi cambiamenti. Allora: premesso che la legge 270 è del 2004, le direttive ministeriali con cui le università devono muoversi sono però stati pubblicati solo a fine luglio.</p>
<p>Questa nuova riforma manterrà il 3+2 con tutti i suoi pregi e difetti (che non voglio discutere ora), però apporterà sostanziali novità (in peggio, che vi credete?) di cui parlerò dopo e la possibilità di rivedere i programmi dei corsi di studio. Partiamo da questo punto: per poter partire con i corsi post-riforma il prossimo anno accademico, i consigli dei corsi di laurea devono presentare i corsi di laurea che intendono attuare entro novembre di quest&#8217;anno.<br />
I programmi dei corsi di laurea li definiscono le commissioni didattiche dei rispettivi corsi, e devono comunque essere presentati  e approvati dal consiglio. Vi rendete conto che ci vuole un po&#8217; di tempo a pensare un corso di studi ben strutturato e che non presenti carenze (o comunque il meno possibile), e poi a fargli passare tutto l&#8217;iter di approvazioni necessario. Il risultato è che, dato che comunque il nostro presidente ha avuto l&#8217;ottima idea di sentire anche la voce degli studenti, siamo stati costretti nel periodo fine agosto &#8211; metà settembre (quando nessuno è in dipartimento perché ci sono le ferie e le lezioni iniziano solo due settimane dopo) a presentare un documento che illustrasse le nostre difficoltà e le nostre proposte in merito. Un po&#8217; a fatica, ma l&#8217;abbiamo fatto. Resta il fatto che bisognerebbe dare più tempo alle università per discutere temi così importanti.<br />
A dire il vero non si ha l&#8217;obbligo di partire il prossimo anno (che è facoltativo a scelta del consiglio del corso di studi) ma tra due. Resta il fatto che se tutti partono subito non puoi essere l&#8217;unico idiota che inizia tra due anni, anche perché ci sono lauree interfacoltà e corsi che vengono svolti fuori dalla propria area di interesse (ad esempio io questo semestre ho un corso insieme a dei fisici) e non puoi permetterti di sfalzare tutto.</p>
<p>La novità principale, che ha suscitato molto scalpore e che nessuno sa ancora come dovrà essere applicata, e il fatto che prima di potersi iscrivere ad una laurea specialistica bisognerà aver saldato tutti i debiti della laurea triennale. Detta così sembra una cazzata, ma non lo è.<br />
Per chi non fosse ferrato nel sistema crediti/debiti universitario, proverò a fare un riassunto del meccanismo: ad ogni esame sostenuto viene assegnato un certo credito in punti; il credito è il riflesso delle ore di lezione del corso, e del tempo che in generale porta via lo studio dello stesso. Questo comporta un diverso peso per ogni esame (ed infatti la media dei voti ora è pesata, e non numerica) e dà un&#8217;indicazione della quantità di conoscenze che lo studente dovrebbe aver acquisito in una determinata disciplina. In fondo ai tre anni, ogni studente riceve 180 crediti.<br />
Ora: se uno studente si iscrive alla laurea specialistica natrale proseguo del suo corso di studi triennale nessun problema, tutti i crediti vengono riconosciuti e lo studente inizia in pari. Se lo studente decide però di iscriversi ad una laurea specialistica diversa (anche nello stesso settore), oppure di cambiare università per fare la specialistica, non tutti i crediti verrebbero riconosciuti, e lo studente verrebbe iscritto alla specialistica con dei debiti da saldare quanto prima.<br />
Faccio un paio di esempi: io studio un settore particolare della chimica e la mia laurea specialistica naturale è quella di Scienze dei materiali, se per la specialistica decidessi di scegliere la laurea in Chimica, mi verrebbero riconosciuti solamente 150 crediti. Oppure: quest&#8217;anno è arrivata da Siena una ragazza che ha studiato finora nel corrispettivo del mio corso di laurea a Siena. Se non si fosse trasferita quest&#8217;anno, dato che a Siena non esiste una specialistica in chimica, venendo a Pisa le sarebbero stati assegnati circa 25-30 debiti.<br />
Onestamente mi vedo abbastanza daccordo con questo sistema: quando ti iscrivi alla specialistica uno si aspetta che tu abbia determinate conoscenze in certi ambiti, se non le hai le devi recuperare, va bene.</p>
<p>Dov&#8217;è il problema allora? Il problema è che fino ad ora potevi iscriverti alla specialistica, frequentare le lezioni e nel contempo studiare per gli esami di recupero crediti. Facile no? Bene, dall&#8217;anno prossimo no! Se non hai già tutti e 180 i crediti non potrai iscriverti alla specialistica e frequentare le lezioni.<br />
Un bel problema: bisognerà inventarsi uno spazio di transizione dove poter ospitare questi studenti tra le due lauree, bisognerà capire come e quante tasse fargli pagare. Magari fossero solo questi i problemi: a recuperare 20-30 crediti volendo basta un semestre. E poi che succede? Fai buttare via un anno allo studente? Lo iscrivi alla specialistica al secondo semestre? E tutti i corsi del primo semestre che non ha potuto seguire come li recupera? Necessariamente dovrà usare un terzo anno, anche se rimanesse in pari&#8230;</p>
<p>Insomma: già col 3+2 ci vuole più tempo a laurearsi che con la laurea a ciclo unico (ormai è cosa assodata); in questo modo però i tempi diventeranno biblici!</p>
<p>Per chi fosse interessato, in <a href="http://compass2.di.unipi.it/didattica/share/riforma_didattica.asp" title="unipi">questa pagina</a> ci sono i link alle varie leggi, direttive etc.</p>
<p>&#8220;Alt! Chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino!&#8221;</p>
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		<title>Ludoteca scientifica</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 17:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iacchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 15 Aprile al 20 Maggio a Pisa si terrà la 5Â° edizione della &#8220;Ludoteca scientifica&#8221;, un&#8217;occasione per bambini e ragazzi di tutte le età, dalle elementari elementari alle superiori, di entrare in contatto diretto col mondo della scienza. In un giro di circa un&#8217;ora e mezza, un animatore vi farà fare un giro attraverso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 15 Aprile al 20 Maggio a Pisa si terrà la 5Â° edizione della &#8220;Ludoteca scientifica&#8221;, un&#8217;occasione per bambini e ragazzi di tutte le età, dalle elementari elementari alle superiori, di entrare in contatto diretto col mondo della scienza.</p>
<p>In un giro di circa un&#8217;ora e mezza, un animatore vi farà fare un giro attraverso esperimenti interessanti e con la presenza di &#8220;effetti speciali&#8221;: un buon modo per incuriosire ed appassionare i bambini alla chimica, alla fisica e all&#8217;informatica. Alcuni degli esperimenti presentati sono anche molto complessi a livello di leggi fisiche e chimiche che li spiegano, e la bravura della guida sta proprio nella capacità di spiegare ai ragazzi di tutte le età quello che stanno vedendo in relazione alle loro conoscienze.<br />
Questo significa che con i ragazzi delle superiori verranno tirati fuori teoremi e formule studiate in classe durante le lezioni di fisica/chimica, mentre con i bambini più piccoli di medie ed elementari si tenderà a fare leva su fenomeni più conosciuti come la pressione, la gravità, le calamite etc.</p>
<p>Per chi si trovasse a portata di macchina da Pisa e volesse portare il proprio figlio/nipote/quant&#8217;altro a fare una visita, vi invito a consultare il <a href="http://www.ludotecascientifica.it/">sito internet</a> della ludoteca per prendere contatti e prenotare una visita.</p>
<p>Personalmente, a parte la prossima settimana, mi troverete tutti i pomeriggi dalla domenica al giovedì e il mercoledì ed il giovedì mattina.</p>
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