Instupidimento da tecnologia
Finiremo veramente così?
Quando ai miei prendono i cinque minuti luddisti, sono soliti ripetere la storia di un romanzo (di cui non ricordo né titolo né autore) di fantascienza, ambientato in un futuro in cui tutto è affidato alle macchine e dove un pianeta (non necessariamente un pianeta, ma insomma ci siamo capiti) vince una guerra contro un altro perché uno dei tecnici addetti al controllo degli armamenti riscopre le tabelline e il calcolo matematico manuale.
Ora, la storia è effettivamente esagerata e molto probabilmente tale lo rimarrà; tuttavia la scena capitata venerdì sul treno Pisa – Firenze un po’ mi ha fatto riflettere.
Scena: io seduto sul mio seggiolino, una giapponese alla porta che vuole uscire dallo scompartimento. La signorina arriva alla porta, guarda alla sua destra, poi alla sua sinistra, poi prova a toccare la maniglia, poi rimane ferma due secondi interdetta. Un ragazzo che era già fuori dallo scompartimento la vede, prende la maniglia e sposta la porta di lato per farla passare. Purtroppo mi sono reso conto della cosa a livello conscio solo dopo che era avvenuta altrimenti l’avrei aiutata prima, tuttavia è ovvio che la signorina abbia prima cercato a destra e a sinistra il pulsante per aprire la porta, poi abbia provato a fare una lieve forza sulla maniglia per vedere se l’interruttore era lì (come mi è capitato di vedere in alcuni treni in Belgio di recente) e infine sia rimasta bloccata vedendo che la porta non si apriva.
A noi italiani questa scena sembra particolarmente ridicola, ma il fatto è che in Giappone tutte le porte dei treni sono automatiche e quindi la signorina ha disimparato (o forse mai imparato) ad aprire la porta di un treno con le mani, rimanendo bloccata senza sapere che fare. Fortunatamente per lei il ragazzo se ne è accorto e le ha aperto, ma sarebbe stato interessante vedere l’evoluzione della situazione.
Detto questo, ripeto la domanda iniziale: veramente finiremo così?

4 commenti a “Instupidimento da tecnologia”
‘gnurant! Asimov, Nove volte sette
http://web.ticino.com/aladino/calcolatori/racconto_asimov.htm
E sicuramente te l’avrebbe saputo dire pure Underpass
flod ha detto questo il giorno 8 marzo 2009 alle 17:42
Bravo flod
Mi ricordavo che fosse di Asimov ma non mi veniva in mente il libro in cui cercarla.
Tu ce l’avevi proprio in mente o l’hai dovuta cercare?
Underpass ha detto questo il giorno 8 marzo 2009 alle 22:11
Sapevo che era un racconto breve di Asimov, per cui è bastato cercare
flod ha detto questo il giorno 9 marzo 2009 alle 07:10
Bel topic, iacchi.
Già ci stiamo finendo, così: non sappiamo più contare a mente e senza cellulare non ricordiamo più i numeri di telefono di chicchessia….
miki64 ha detto questo il giorno 9 marzo 2009 alle 11:45