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Colpi d’occhio sul Belgio

Pubblicato da iacchi il giorno 13 febbraio 2009 alle 11:00.

In attesa dei post sul Fosdem.

Ripresomi in buona parte dai due giorni di mal di testa intenso derivanti dal naso tappato, prima di metter mano alle cinque pagine di appunti presi durante i talk del Fosdem voglio proseguire un po’ nella descrizione degli usi e costumi del Belgio.

Ho già detto del decadimento (ma Titto mi assicura che è così solo nel sud, verificherò poi a Maggio quando tornerò in terra belga, stavolta molto a nord) e quindi ora dirò qualcosa di positivo: i trasporti pubblici. Tanto di cappello direi. I treni sono nuovi e molto ben tenuti, cose che in Italia ci sognamo. Gli arrivi e le partenze sono molto frequenti (ad esempio da Lier ad Anversa c’è un treno ogni meno di 10 minuti) e nei giorni che li ho presi non ho mai visto fare più di un minuto e mezzo di ritardo. Lo stesso vale per la metro e i bus a Bruxelles: non importa quanto traffico c’è, puoi star tranquillo che se alla fermata c’è scritta un’ora, a quell’ora il bus arriva.
Direte voi: già, ma chissà quanto costa! A parte il fatto che per un servizio come quello che offrono le ferrovie e in generale le compagnie di bus sarei più che disposto a pagare un po’ di più il prezzo del biglietto, la vera risposta è che dipende dal tipo di tratta: costa più che in Italia per le tratte brevi, meno che in Italia per quelle lunghe.

A differenza di Trenitalia, infatti, in Belgio esistono i carnet. Se hai meno di 26 anni puoi acquistare un carnet da 10 corse a 50 € per andare dove ti pare all’interno del Belgio. Basta specificare data del viaggio, stazione di partenza e stazione di arrivo. Se invece hai più di 26 anni, lo stesso biglietto costa 73 €. In pratica, con 7.3 € puoi viaggiare da un capo all’altro del Belgio. E i carnet non sono nominativi, quindi si possono usare in più d’uno.
Altrimenti ci sono sempre gli abbonamenti, di diversi tipi: quello classico da stazione a stazione comprese quelle intermedie come in Italia, ma anche quello da zona a zona, che permette di muoversi tra tutte le stazioni di due determinate zone. Non ultimo, un abbonamento (che in effetti costa 270 € al mese o 2703 € l’anno per le persone al disopra dei 26 anni) che permette di viaggiare ovunque in Belgio. Interessante anche il fatto che è previsto già dalle ferrovie che le aziende paghino una parte del biglietto se serve per gli spostamenti al lavoro, e quindi l’abbonamento senza limiti sopra citato costerebbe all’impiegato 95 € al mese o 949 € annui.

E ora torniamo alle cose strane dal mondo: in Belgio non esiste (almeno per quanto ho potuto verificare) il bagno come lo intendiamo noi. In casa come anche in albergo esiste la toilette (nel senso che c’è solo il wc, oppure il wc e un piccolo lavandino) e il bagno (nel senso che c’è il lavandino e la doccia/vasca ma non il wc), in due stanze separate (non necessariamente allo stesso piano).

Infine, cosa mangiano i belgi a pranzo? Dando un occhio in giro per la città (Bruxelles ma anche Lier) uno dei piatti forti è il fritto: si incontrano chioschetti di fritto (patatine, pollo, anche wurstel…) un po’ ovunque. In alternativa, kebap (c’è una quantità di negozi veramente infinita) oppure panini preparati sul momento con quello che più si preferisce, con vasta scelta di ingredienti. Ovviamente, il pane è la baguette.

Bene, direi che per ora sugli usi e costumi del Belgio è tutto. Casomai, altre impressioni dopo il viaggio di Maggio.

5 commenti a “Colpi d’occhio sul Belgio”

Mi sconvolge il fatto di mangiare i wurstel fritti!

Beh, mi pare che ci fossero anche altre cose fritte, ma dato che non sono sicuro al 100%, piuttosto che sconvolgere ulteriormente evito di continuare l’elenco :P

Beh, più che il fritto in generale, i belgi adorano le patatine fritte, e le cucinano friggendole due volte così diventano più croccanti.

Per quanto riguarda i treni, devo avvertire che non è oro tutto quel che luccica: è vero che in generale sono abbastanza puntuali, con delle eccezioni ovviamente, ma non sono poi così nuovi. Ce ne sono certi in cui rischi la vita se provi ad entrare in bagno!

Mi sa che ti sei abituato troppo bene e non ti ricordi le carrozze italiane, credimi…

eh eh eh eh…

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