Siamo ridotti male
Non. Ho. Più. Parole. Punto.
Antefatto: al dipartimento di chimica, in occasione delle proteste contro la legge 133, abbiamo creato una mailing-list aperta a tutti gli studenti per coordinarci ed informarci. Dopo aver fatto un commento su un’assemblea occorsa la mattina stessa, uno studente riporta questo articolo di Repubblica, dicendo:
vi invio un articolo de La Repubblica che chiarisce quanto questo governo ci stia prendendo in giro…
Bene, sei giorni dopo un’altra persona si sveglia e non ha niente di meglio da fare che scrivere questa mail:
volevo dire una cosa sull’articolo di giornale tratto da Repubblica.
Leggendo l’articolo sembra che il Papa abbia un’enorme influenza sulla politica italiana.
Magari il Papa e la Chiesa Cattolica avessero tutta questa influenza sulla vita politica italiana! Le cose andrebbero MOOOOOOOOLTO meglio! Sono favole. La realtà è che la Chiesa purtroppo conta poco in Italia.
Volete la riprova di quello che dico?
In un paese dove si discute di unioni di fatto, di unioni gay, in un paese dove un giudice decide che una persona in coma può esere assassinata, in un paese dove la normalità è il divorzio, in un paese dove ogni anno vengono uccisi migliaia di bambini prima che nascano, in un paese dove si vende la “pillola del giorno dopo”, in un paese dove si discute se si può praticare l’aborto chimico o no, in un paese dove la Chiesa ma soprattutto Dio vengono presi in giro e offesi invocando la libertà di espressione (!), in un paese che rinuncia spesso ai propri simboli, alle proprie radici cristiane … in un paese simile quanto conta la Chiesa?
Smettete di credere alle favole! Il Papa è la guida spirituale per più di un miliardo di persone nel mondo, ma nella politica italiana oggi non ha un gran peso, purtroppo. E guardandosi intorno, secondo me, si vede.
Basterebbe questo, ma visto che la cosa va avanti, ecco la prima risposta…
Scusami Tizio mi sento in dovere di risponderti con il dovuto rispetto, ma in modo fermo.
Riguardo l’articolo da te citato è palese che in questa situazione il Papa abbia avuto un’influenza determinante sulle scelte del governo; negarlo sarebbe negare un dato di fatto, al di là di tutte le diverse opinioni sul rapporto tra politica italiana e vaticano.
In Italia, che grazie al cielo è una democrazia, i cittadini attarverso elezioni, referendum and co. esprimono la loro opinione sulle leggi di TUTTI i cittadini italiani (cattolici, atei, agnostici ecc..).
Esistendo la libertà di parola si può parlare di coppie di fatto, di adozione alle coppie omosessuali, di contraccettivi, eutanasia e cellule staminali; sono temi molto importanti su cui ognuno ha tutto il diritto ad avere la propria opinione secondo le proprie inclinazioni morali (e eventualmente religiose).
Come cittadino nessuno ti nega la possibilità di dire la tua e di farla pesare al momento di referendum o quant’altro. Mi sembra assai esagerato e antidemocratico sperare in una teocrazia per far prevalere le tue velleità (un po’ bigotte). Se il Papa è davvero la tua guida spirituale ascoltalo e pensa dei gay e dell’eutanasia ciò che ritieni opportuno, ma lascia anche a chi non è d’accordo la possibilità di avere spazio e le stesse tue opportunità!! Da cittadina italiana io faccio parte di questa democrazia e la mia voce deve essere ascoltata al pari della tua e non la tua più della mia perchè dai retta al Papa.
E ovviamente la replica:
io non ho sostenuto che la mia parola dovesse valere di più di quella di altre persone. Ho solamente detto che in Italia non mi pare che la Chiesa Cattolica abbia così tanto potere sulla politica come molti dicono. Il fatto che in questo caso specifico il Papa sia stato ascoltato non cambia che in generale non abbia molto peso.
Per quanto riguarda il fatto che secondo me sarebbe meglio se la società italiana seguissse di più ciò che dice la Chiea non significa che sia
contro la democrazia, non è quello che ho detto, penso solo che sarebbe una società molto più giusta se fosse seguita di più la voce della Chiesa.
Inoltre faccio una precisazione. Non ho parlato di contraccettivi, se ti riferivi alla pillola del giorno dopo sappi che in parole tecniche è un farmaco intercettivo, impedisce cioè che l’ovulo FECONDATO si impianti nella mucosa dell’utero facendolo morire di “fame”, causando cioè a tutti gli effetti un’aborto (morte della cellula fecondata). Il fatto che non sia classificato come abortivo perché causa la morte in modo indiretto non fa di questo farmaco un contraccettivo, è razionalmente equiparabile ad un aborto, infatti medici e farmacisti obiettori non la prescrivono.
(Tecnicamente non si può fare “obiezione di coscienza” su questi farmaci però la legge prvede una “clausula di coscienza”, la differenza sta nel fatto che l’obiettore non è tenuto neanche a vistarti per poter applicare un’obiezione, mentre per poter applicare una clausula bisogna prima fare la visita.)
Arriva poi l’ateo di turno, che nel particolare ci va giù di brutto:
Scusate, ma un simile intervento, anche se fuori tema, e privo di qualsiasi ragione logica a soccorrerlo, merita una risposta, anche se fuori tema.
Sto parlando, naturalmente, del delirio cattolico di Tizio, che ha voluto ricordarci con un esempio concreto che, trecento anni dopo l’illuminismo, la libertà e la laicità del nostro stato sono ancora in serio pericolo. Prima di tutto, riassumiamo di cosa stiamo parlando: parliamo del rapporto che deve esistere tra uno stato laico e democratico e il capo di uno stato straniero, di una dittatura elettiva in cui solo pochi, una aristocrazia, ha diritto al voto e in cui a questa aristocrazia le donne non hanno diritto di accedere.
Parliamo, insomma, di un capo di una dittatura che ancora non conosce i diritti civili, che si è fermamente opposta per anni alla unità di Italia, che ha le sue contenute dimensioni non certo per scelta (non certo per richiamare alla povertà evangelica) ma perché con le armi le sono state strappate le altre terre e la nostra capitale. Dobbiamo ascoltare, da uomini laici interessati alla vita politica, le parole del capo di questa dittatura? Dobbiamo ascoltare le parole di un paese che si protegge dietro le parole rivelate di un libro e che invece le tradisce tutte? Di un potere basato sull’umiliazione della religione cristiana, sul suo continuo rovesciamento, e che invece conquista proseliti pubblicizzandosi come suo difensore? Dobbiamo fidarci di chi legge in Chiesa “Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose e ti abbiamo seguito” davanti ai suoi calici d’oro? Di chi legge “date a Cesare ciò che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio” per poi dichiararsi insieme Cesare e rappresentante di Dio?Certamente no. Anzi, dovremmo opporci ad ogni suo tentativo di entrare nella vita di Paesi moderni come, si spera, sia l’Italia. Per un paese che ha dato vita al pensiero laico, e per chi, come me, non si riconosce né nel cristianesimo, religione adatta a far sentire felici i poveri con poco e a chetarne i bisogni sulla terra in speranza di doni futuri, né nel cattolicesimo, sua grottesca deformazione, votata alla conquista del potere, ogni giorno in Italia è una sconfitta. È la sconfitta della razionalità che ci insegna a difenderci dalla ipocrisia, è la sconfitta della filologia che ci insegna la falsità dei testi sacri, è la sconfitta della scienza che ogni tanto deve difendere la teoria evoluzionistica dalle follie creazionistiche di chi si sente a disagio ad essere chiamato “animale”, è la vittoria della superstizione che in Italia, contro ogni risultato sperimentale, contro ogni evidenza dei fatti, continuerà a dire tante fesserie. Ma potrà dirle ai microfoni dei telegiornali, perché le dice attravero il dittatore di uno Stato straniero molto caro ai nostri politici.
E con questo mi scuso. Almeno la mailing list è servita a qualcosa, anche dopo la morte della protesta.
Ah, il Papa sarà contento che finalmente abbiamo finito di protestare! Così sono stati subito inseriti nuovi aiuti dello Stato alle scuole in cui le sue menzogne vengono insegnate ai bambini. Propongo che lo Stato finanzi allora le scuole di tutte le dittature teocratiche del mondo qui in Italia.
E ovviamente non può mancare la risposta:
1. Uno stato deve basarsi per forza su una morale condivisa. Non è questione di essere credenti. Secondo me se questa morale fosse quella cattolica le cose andrebbero molto meglio.
2. Ognuno la pensi come vuole, ma per favore crecate di non offendere le credenze altrui. Quello che tu pensi sul Cattolicesimo sono fatti tuoi, offendere il Cattolicesimo è irrispettoso verso chi ci cerde. Non mi pare di aver offeso, è proprio vero che il rispetto e la democrazia sono nate nelle chiese.
3. Cosa c’entra l’Illuminismo? Per la separazione tra Stato e Chiesa? Perchè io ho scritto il contrario? Ho solo scritto che sarebbe una società migliore quella che abbiamo oggi se fosse più seguita la morale cattolica (la voce della Chiesa difende la morale cristiana cattolica).
4. La scienza non è affatto in contrasto con la fede nè con la Chiesa Cattolica. Sai chi è Antonino Zichicchi?
5. Quanto ne sai di Religione Cristiana e Cattolica per dire che la Chiesa Cattolica umilia il Cristianesimo?
6. Parlare dello Stato del Vaticano nel modo in cui ne hai parlato te è una forzatura evidente che farebbe sorridere uno storico, anche se non fosse credente.
7. Ricordo che non tutte le scuole private sono cattoliche.
La cosa va avanti, ma mi fermo qui che è meglio, perché dopo si toccano vette raramente scorte e preferisco preservare la vostra salute mentale.
Ognuno tragga dalla cosa le considerazioni che vuole, per quanto mi riguada l’ho già fatto. Vorrei però aggiungere anche io un altro pezzo di vaneggiamento (perché dovrei fare quello sano di mente?). Non parlerò su quanto la Chiesa ingerisca nello stato (poco o tanto) perché lo lascio all’intelligenza e alla sensibilità di cittadino di ognuno. Vorrei però tanto ribattere al punto 5 dell’ultima risposta, e lo farò (tanto per restare in tema) citando. Le prossime due citazioni non sono state scelte perché particolarmente rilevanti, ma semplicemente perché riguardano l’ultimo esempio della serie:
Ama il Signore Dio tuo e il prossimo come te stesso
Per chi avesse dubbi sul senso della frase, lo invito a leggersi questa pagina, che ritengo interessante. E poi, infine:
Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale. Il catechismo della Chiesa Cattolica dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.
Ma qui, la questione è un’altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni.
Come (forse) saprete, la scorsa settimana la Francia ha presentato all’ONU una mozione per depenalizzare il “reato” di omosessualità nel mondo. Bene: a parte il no, quello che vedete sopra è il comunicato stampa della Chiesa. A parte, ovviamente, le ritrattazioni.
La categoria in cui è inserito questo post la vedete, e vorrei evitare inutili e soprattutto mal gestibili battibecchi. Tenete presente solamente che (tranne la parte finale) tutto nasce, cresce e degenera a partire da ragazzi tra i 19 e i (a occhio e croce) 25 anni.
Non sono neanche solito parlare di questi temi in generale, e comunque non in questo modo; ma quando ce’ và, ce’ vò. Perciò: passo e chiudo.
