Sicurezza negli stadi e libertà civili
D’accordo la sicurezza negli stadi, ma a tutto c’è un limite!
Quest’anno a Pisa mi sono trasferito in una casa accanto allo stadio. Durante la settimana la zona è tranquillissima e io il sabato sono a casa mia quindi non ho problemi di sorta. Stasera però c’è il turno infrasettimanale di serie B.
Per evitare la ressa di tifosi (la partita inizia alle 20.30), anticipo l’orario della cena ed esco di casa alle 19 per andare a mensa, in modo da finire presto e rientrare in casa senza trovare file ai cancelli. Sì: il palazzo dove abito è chiuso tra due cancelli-filtro dello stadio. Fortunatamente dal mio lato c’è l’ingresso per le squadre, la tribuna d’onore, la sala stampa etc, quindi è comunque relativamente tutto tranquillo sempre.
Comunque: per spiegare il fatto argomento di questo topic, vi faccio intanto vedere uno schema delle strade di questa zona, così vi orientate. Le righe azzurre sono i cancelli.

Allora, dicevo: me ne esco di casa e vado verso la mensa. Quando arrivo all’altezza del cancello B, vedo una signora sui 55-60 che sta discutendo con uno steward del servizio d’ordine dello stadio perché non vuole lasciarla passare dal cancello già chiuso. Evidentemente abita nel mio stesso palazzo e dice che deve raggiungere il nipote malato (e in ogni caso entrare nella propria casa). Lo steward insiste che ha ordine di non far passare nessuno e che quindi non aprirà il cancello, perché stanno arrivando i tifosi e altrimenti si rischiano problemi. Ovviamente nella strada non c’era anima viva, e si vede abbastanza lontano per poter aprire il cancello in sicurezza.
Mi offro allora di tornare indietro al cancello A e di parlare con la polizia già presente. All’altro cancello trovo due poliziotti e tre steward e mi ci vogliono cinque minuti cinque per fargli capire che dietro il cancello B c’è una signora che deve passare per entrare in casa e che lo steward non vuole aprire il cancello; al quarto tentativo di spiegazione fortunatamente il neurone di uno degli degli steward decide di svegliarsi e capisce la situazione. Va allora verso il cancello B (perché la polizia ha gli walkie-talkie, ma gli steward no) e dice all’altro di aprire.
Sembra finita qui, ma invece no: lo steward apre talmente poco il cancello (non c’è anima viva, ma non si sa mai) che la signora è costretta a chiudere l’ombrello (piove a dirotto) e a passare attraverso il cancello girata su un fianco per il poco spazio.
Ora, io capisco della necessità di sicurezza negli stadi a ridosso di una partita, ma te non puoi rompere i coglioni in questo modo ad una signora che deve raggiungere casa un’ora e mezzo prima dell’inizio della partita. Quando si esagera, si esagera.

5 commenti a “Sicurezza negli stadi e libertà civili”
Ma sono ottusi o che?
miki64 ha detto questo il giorno 2 Novembre 2007 alle 17:07
…lo steward è lì per la sicurezza e per mettere in pratica quello che vien detto. Nel caso specifico lo steward (previa verifica che la signora abitasse in quell’appartamento) avrebbe dovuto lasciar passare la signora (situazione di ordine pubblico permettendo)… Gli orari di chiusura delle strade vengono decise dalla questura, solo che se è uno in uniforme a dire che di lì non si passa allora il cittadino zitto zitto se ne torna indietro: siccome a dirlo è uno steward allora è lui a rompere i coglioni. Gli orari di chiusura delle strade poi vengono cmq comunicate prima: i neuroni devono arrivare anche alle persone e capire che si devono muovere prima sapendo che da una certa ora in poi la zona diventa offlimits.
E cmq, togliamo pure gli stewards e cancellate e tutto… e lasciamo che i tifosi ospiti brucino le auto degli abitanti dei palazzi vicini allo stadio e lasciamo che ci siano agguati, come quello dell’anno scorso alla macchina di un tifoso lucchese che veniva allo stadio. Tutti vogliono tutte le comodità di questo mondo ma nessuno vuole rinunciare a nulla o è disposto al minimo sacrificio: è questo il vero problema. V.
V. ha detto questo il giorno 3 Novembre 2007 alle 19:57
Probabilmente mi sono spiegato male… Allora:
Io non sono contro i cancelli, i tornelli, etc. Personalmente non vado mai allo stadio (il calcio mi interessa poco). Fosse per me, chiuderei gli stadi per un 3-4 mesi buoni in modo che la gente capisca che se vuole tornare a vedere le partite dal vivo è bene che si dia una calmata. È impensabile per me che ogni settimana si debbano impiegare 100 mila agenti pubblici (pagati da tutti) solo per tenere a bada qualche centinaio di deficienti che non hanno capito niente dello sport.
Detto questo: non l’ho disegnato, ma più in alto della casa c’è un altro cancello: la casa è quindi chiusa tra due cancelli e non c’è modo di accedere senza passarne alcuno. Te puoi pensarla come vuoi, però se permetti la propria casa non può diventare off-limits per un occupante per un periodo di tempo, soprattutto per un evento sportivo. L’unica situazione in cui può diventare off-limits a mio parere è quella di una catastrofe naturale o altro impedimento fisico reale.
E per finire: lo steward non ha minimamente provato ad informarsi se la signora abitava in quella casa, non gli ha chiesto la carta d’identità né altro, gli ha semplicemente detto lei di qui non può passare. Inoltre, come già detto, non c’era anima viva nella via, quindi non mi si vengano ad addurre motivazioni di sicurezza contingenti.
La signora ha fatto bene ad incazzarsi, e non perché c’era lo steward. Anche ci fosse stato un carabiniere avrebbe fatto bene a dirgliene quattro (e comunque è rimasta sempre educata), e avrebbe avuto la legge dalla sua.
iacchi ha detto questo il giorno 3 Novembre 2007 alle 21:08
calcio, stupidità dei tifosi e diritti della signora: la penso esattamente come iacchi!
miki64 ha detto questo il giorno 5 Novembre 2007 alle 23:00
Finalmente con un po’ di tempo libero a disposizione (Underpass e Tittoproject, miei compari di penna, sono momentaneamente fuorigioco), preferisco commentare in questo piccolo blog (se Iacopo me lo permette) come la penso sul recente episodio di uccisione di un inerme tifoso laziale da parte di un agente di polizia.
Prima di tutto, vi faccio leggere questo testo scovato sul blog di Beppe Grillo:
Ecco, ritengo ci sia parecchia verità in quello che ha scritto “Cristian T. cittadino italiano”.
La gente è stanca dei soprusi delle Autorità (ormai identifica tutti - poliziotti, vigli urbani, giudici, parlamentari - come Autorità), è stanca dei loro privilegi, è stanca dei loro abusi, è stanca di tutto quello (poco) che fanno (e lo fanno male).
Non giustifico gli episodi di violenza seguiti alla morte del tifoso, però comprendo benissimo tre cose:
- la gente è esasperata dalle cose che vanno male (scarcerazioni facili di assassini e così via) e quindi è pronta ad esplodere alla minima occasione;
- le Forze dell’Ordine sono esasperate dal clima che vivono (non mi meraviglia, quindi, la reazione incredibile dell’agente che ha sparato), dovuto a mezzi inadeguati, stipendi bassi, turni massacranti, tutele esigue e chi più ne ha più ne metta;
- i politici, ne l frattempo, vanno in TV, litigano, fondano altri partiti, si aumentano gli stipendi e danno un colore politico alle tragedie…
Come non dare ragione, allora, a “Cristian T. cittadino italiano” se qui basta un Osama Bin Laden italico per scatenare un inferno?
Possibile che la nostra miope e colpevole classe politica non lo capisca?
Persino io - e mi spiace tanto ammetterlo - accolgo subito con soddisfazione la notizia che è stato picchiato un vigile urbano (ma poi me ne vergogno subito dopo): segno che ormai sono anch’io esasperato…
Purtroppo, occorre constatare che solo quando succedono le tragedie (vedi Aldo Moro, l’incendio del Cinema Statuto, il massacro della moglie dell’ufficiale romano) i nostri politici si muovono a fare ottime leggi.
Altro che cancelli e tornelli, Iacopo.. .qui bisogna avere di nuovo la capacità di VERGOGNARSI!
miki64 ha detto questo il giorno 19 Novembre 2007 alle 13:59