Vacanze finite
E anche per quest’anno le vacanze sono finite. Nei prossimi giorni si riparte per altri dieci giorni di pseudo-lavoro, poi ci sono gli esami e il nuovo anno accademico.
Ma non abbattiamoci subito. Per ora mi limiterò a dare qualche consiglio e qualche suggerimento a chi si vuole avventurare in territorio greco.
Per chi si muove in macchina (mezzo consigliato vista l’assenza di ferrovie) sappiate che la Grecia non è la nazione col più alto numero di morti sulle strade. Tutti i “santini” che vedete ai bordi delle strade non vengono messi quando qualcuno muore in un incidente, ma quando qualcuno sopravvive.
Nonostante questo, l’alto numero di ringraziamenti al santo del caso vi fa capire quanti incidenti ci siano in Grecia: i greci infatti guidano come dei cani.
Consiglio numero uno quindi: lasciate sempre più della distanza di sicurezza tra voi e l’auto davanti, perché qualcuno potrebbe volervi superare a ottanta all’ora in una curva cieca (TIR compresi). Non importa quanto andate veloce, qualcuno andrà più veloce di voi.
Sempre per lo stesso motivo, tenetevi molto sulla destra. Molte delle strade greche hanno una mezza corsia di spazio dopo la linea continua sulla destra. Evidentemente conoscono i loro polli.
Ci sono molte piste di kart in Grecia: da queste parti si sospetta che i greci imparino a guidare lì.
Passiamo a parlare un po’ della nazione: la Grecia è fondamentalmente vuota. In uno dei campeggi abbiamo parlato col marito di una che lavora all’ambasciata greca in Slovenia e ci ha dato un po’ di cifre. In tutta la nazione ci sono 11 milioni di abitanti. Di questi, 5 milioni sono ad Atene e circa 1 a Salonicco. Vi rendete conto che I restanti 5 milioni hanno tanto spazio da spartirsi (isole comprese). Vi capiterà perciò di navigare per molti chilometri in mezzo al niente.
Nonostante in Grecia si vada soprattutto al mare, il territorio è prevalentemente montuoso e colline e basse montagne arrivano a picco fin quasi sul mare. La maggior parte delle strade perciò è in discesa o in salita e presenta molte curve (come tutte le strade di montagna). In alcuni casi, si incontrano anche cartelli che indicano la necessità di catene a bordo.
Per andare al mare, il nostro interlocutore greco (e la nostra esperienza) consiglia fortemente la costa est, quella che dà sull’Egeo: il clima è secco e ben ventilato, la gente onesta. Sulla costa ovest tutto l’opposto.
Dopo il quadro generale, parliamo un po’ delle tappe fatte, cosa vedere (e cosa no) e di come muoversi.
Dopo lo sbarco a Igoumenitza la prima tappa sono state le meteore. Per chi non lo sapesse, le meteorie sono grosse formazioni rocciose (in pratica grandi massi) alte anche più di cento metri. il panorama già di per sé è suggestivo, in più i greci del ‘600 - ‘700 hanno pensato bene di costruirci dei monasteri sulla cima (giusto perché era pratico costruirci). Se vi interessa solo il lato naturale della cosa, potete farvi un bel giro e vedere le rocce da diverse angolazioni, se vi interessano anche i monasteri vi consiglio i due più a sinistra.
Seconda tappa: Delfi. Il sito vale la pena visitarlo, perché è rimasta in piedi diversa roba. Anche il museo annesso non è male.
Il paese invece è piuttosto recente e 98% turistico. Sicuramente non faticherete a trovare un ristorante o un bar.
Terza tappa: la capitale, Atene. Credo sia la città più brutta d’Europa. Non provate neanche ad entrare in macchina ad Atene: perdersi tra vie e viuzze è un attimo, e non c’è un cartello pagarlo oro.
Il modo migliore per stare ad Atene è andare in campeggio o in albergo a Kifissia, da dove ogni dieci minuti passa la metropolitana che in mezz’ora vi porta ai piedi dell’acropoli. I mezzi pubblici in città funzionano bene e costano veramente poco, usateli per muovervi tra i vari musei.
L’acropoli non è brutta, ma non è neanche questa grande meraviglia, molto meglio Delfi. Aggiungete che quando ci sono passato io il Partenone era tutto impalcato. I vari musei invece sono all’altezza (anche se tanto è ancora al British Museum).
Quarta tappa: Epidauro. Qui c’è il più bel teatro dell’antica Grecia, tuttora usato per le rappresentazioni, vale veramente la pena vederlo. Il sito archeologico annesso invece non è granché.
Epidauro è anche il posto ideale per fare un po’ di mare: il clima è ottimo (compatibilmente col caldo d’Agosto) e il mare è semplicemente perfetto, dato che ci sono un sacco di insenature dove il mare è sempre calmo, l’acqua limpidissima e anche pochissime meduse. Meglio di così!
Se decidete di fermarvi, per mangiare fuori vi consiglio un piccolo posticino che fa anche take-away accanto alle poste: come già detto nel post precedente si mangia come maiali spendendo veramente poco. Per i dolci o il pane, c’è un forno all’inizio (o alla fine, a seconda della direzione di arrivo) del paese che fa paste e biscotti stupendi. Per uscire la sera dopo cena potete andare nella via del porto (il paese è composto di tre vie e quattro traverse in tutto) dove ci sono un sacco di bar e magari sedervi a quello dell’hotel Cristina, che almeno per quest’anno aveva prezzi un po’ più bassi degli altri e una cameriera particolarmente sveglia.
Da notare, come nota positiva, che in Grecia quando ti siedi in un bar la prima cosa che fanno è portarti una caraffa d’acqua (gratis ovviamente). Ci spiegava il nostro vicino di tenda che in Grecia l’acqua è vista, come l’aria, come un bene indispensabile alla sopravvivenza umana e quindi come cosa da servirsi sempre e a titolo gratuito.
Quinta tappa: Olimpia. Solo per il fascino della città di origine delle olimpiadi, Olimpia è da vedere. Il sito archeologico è conservato abbastanza bene, e non è male. Il museo, se avete visto tutti i precedenti, ve lo potete anche evitare a meno che non siate degli appassionati perché ci sono le solite cose. Potreste fare una capatina al museo dei giochi olimpici nell’antichità (ingresso gratuito), dove ci sono dei pannelli che spiegano come si svolgevano i giochi di allora. Onestamente mi sarebbe piaciuto anche un museo dei giochi olimpici attuali, magari con tutte le fiaccole olimpiche esposte. Vabè.
Se il paese di Delfi era turistico al 98%, quello di Olimpia lo è al 100%. Si compone di una strada da cui partono le traverse (corte). Ci sono praticamente solo negozi, ristoranti e alberghi. Uno schifo unico.
Credo di essermi dilungato anche troppo, perciò concludo qui. Il resto, scopritelo da voi visitando i luoghi.

Un commento a “Vacanze finite”
Ben rientrato! In pratica manco solo io al gruppo di “chi ha visitato la Grecia“, maledizione! Prima o poi (spero “prima”) toccherà anche a me visto che la tappa mi ispira parecchio!
Gioxx ha detto questo il giorno 25 Agosto 2007 alle 13:10