WaveCamp: prima esperienza finita
Intanto sono contento che il mio desiderio è stato esaudito: il dopo pranzo è stato tutto dedicato ai talk.
Impressioni: a parte il caldo soffocante (abbiamo bevuto tutti almeno due litri e mezzo d’acqua senza mai dover andare al bagno), devo dire che l’esperienza è stata più che positiva. Nonostante per motivi di tempo io sia più che altro fuori da tutti i giri della blogosfera italiana (come vedete dalla sidebar i blog che seguo sono pochi), mi ha fatto piacere vedere facce nuove oltre a risalutare vecchie conoscenze.
Vista la mia naturale riservatezza e tendenza a starmene per i fatti miei le facce nuove sono più che altro rimaste facce, ma per ora va bene così, ci sarà tempo per rifarsi più avanti.
I talk del pomeriggio sono stati (chi più chi meno) molto interessanti, mi ha interessato molto la storia della telefonia e di internet, con prospettive per il futuro di Stefano Quintarelli a livello di curiosità e quello di Sketchin sul test condotto recentemente per Dada, valido comunque per diversi spunti per possibili lavori futuri.
Di notevole interesse è stato anche il dibattito con il dirigente SIAE: ci ha fatto una figura di merda che manco se ne è reso conto, tanto per lui erano normali e dovuti tutti gli spropositi che diceva; questo conferma la mia idea che con certa gente non si può neanche tentare di iniziare una discussione.
Che dire: arrivederci al prossimo barCamp!

3 commenti a “WaveCamp: prima esperienza finita”
Rifaresti la stessa esperienza anche se fosse a molti km. da casa, iacchi?
miki64 ha detto questo il giorno 22 Luglio 2007 alle 20:20
Non saresi così sprezzante nei confronti del tipo della SIAE, che almeno ha avuto il coraggio di affrontare una platea a lui ostile.
Spero ci siano presto altre occasioni di vederci. La prossima volta ti presento un po’ di blogger…
Luca Conti ha detto questo il giorno 22 Luglio 2007 alle 20:26
@miki: compatibilmente con i (tanti) impegni vari, sì. Poi dipende cosa intendi per molti: al camp in Sicilia dubito ci andrei anche se avessi tempo. A uno a Milano, Torino o Napoli magari sì. Molto dipende anche da eventuali appoggi per dormire.
@Luca: nulla da dire sulla buona idea di presentarsi davanti ad un pubblico ostile (e vorrei far notare che il pubblico ostile non era rappresentato dai “blogger”, ma semplicemente da alcuni cittadini, che poi sono anche blogger, ma non c’entra), però quello che ha detto (per la gran parte) non stava né in cielo né in terra…
iacchi ha detto questo il giorno 22 Luglio 2007 alle 22:13