Terrorismo psicologico e parole tabù
In questi giorni sto preparando l’esame di spettroscopia e mi sono tornate a mente le parole del prof. a lezione, relativamente al fatto che al grande pubblico ormai non si possono più dire certe parole senza che le persone inizino a preoccuparsi o a scandalizzarsi; tutto questo grazie al bombardamento mediatico continuo troppo spesso troppo semplificato, superficiale e omissivo.
Due dei termini ormai diventati un tabù (o per meglio dire un collegamento univoco termine -> situazione, idea) sono la parola “nucleare” e il prefisso “nano-”.
Il discorso è venuto fuori a lezione durante lo studio dell’NMR. Su Wikipedia (che fortunatamente ha un minimo di serietà scientifica) potete leggere il significato della parola e tutte le sue applicazioni in maniera corretta.
Se però andate all’ospedale e provate a chiedere alle persone (ad esempio) che tipo di esame hanno appena effettuato, vi sentirete rispondere sempre “una risonanza magnetica”. Se poi voi provaste a dire loro che il termine preciso è risonanza magnetica nucleare, allora probabilmente vedreste la paura dipingersi sul volto del vostro interlocutore perché la parola “nucleare” ormai, in qualunque contesto la si usi, richiama alla mente delle persone qualcosa di tossico, nocivo o comunque dannoso per la salute. Qualcuno sarebbe capace anche di denunciare l’ospedale!
L’altro termine, il prefisso “nano-” è ormai sinonimo per le persone di tecnologie spesso demonizzate dai media di massa e richiama alla mente le nanopolveri causa, oltre al blocco della circolazione nelle città, di problemi alle vie respiratorie e quant’altro.
Se vi sembro esagerato, pensate alla pubblicità dei dentifrici: i microgranuli tanto sventolati dalle ditte produttrici sono in realtà nanogranuli. Pensate che se l’acquirente medio lo sapesse continuerebbe a comprarli? Se rispondete sì a questa domanda, mi sapete dire allora perché le ditte hanno deciso di cambiare il prefisso da nano- a micro-? Perché gli suonava meglio?
Questo per ribadire che un termine (e la cosa che gli sta dietro) non sono buoni o cattivi, come tutte le cose dipende dalla situazione e dall’uso.

4 commenti a “Terrorismo psicologico e parole tabù”
Aggiungici che nessuno, mai e in nessun modo, in questo paese ha vietato l’energia nucleare, ma non se ne può nemmeno parlare… Resto dell’idea che detesto avvocati e medici, ma disprezzo totalmente i giornalisti: al 95% sono degli incompetenti pericolosi (e spesso non conoscono neanche l’Italiano!).
prometeo ha detto questo il giorno 15 Luglio 2007 alle 17:16
Veramente (non che abbia mai letto il testo, in effetti) mi pareva di aver capito che l’ultimo referendum che c’era stato in proposito vietata l’uso del nucleare.
A dire la verità mi pare che qualche tempo fa qualcuno avesse accennato all’introduzione in Italia del nucleare, e però era stato più o meno (giustamente) fustigato.
Onestamente il nucleare (e la vedo da un punto di vista ambientale) non è la soluzione ai problemi energetici del paese, checché se ne dica le scorie nucleari non inquinano meno dei prodotti di scarto delle centrali attuali.
Quindi: o si iniziano a costruire vettori indirizzabili verso il Sole che possano contenere le scorie (allora sì il nucleare diventerebbe “pulito”), oppure secondo me è meglio tenerci le centrali elettriche attuali e deviare tutti i soldi possibili verso lo studio di energie rinnovabili. Avrei anche già un paio di idee in mente, peccato che la geopolitica (come fosse la cosa importante…) non lo permetta.
iacchi ha detto questo il giorno 15 Luglio 2007 alle 18:42
Nessun referendum può vietare alcunché: secondo la Costituzione, il referendum è un istituto abrogativo di una legge. Infatti nei testi dei referendum compare il testo (o parti di esso) di cui si vuole la cancellazione. All’epoca del referendum venne abrogata la legge che istituiva le centrali nucleari: ma visto che 2 centrali erano giù in stato avanzato di costruzione, fu modificata la legge inserendo una moratoria di 5 anni sulla costruzione di NUOVE centrali. Sappiamo tutti come è andata a finire e quanto ci siano costate le 3 riconversioni delle centrali.
Non sono affatto d’accordo con te sull’utilizzo del nucleare, ma ti do piena ragione sull’investire in altri campi: vuoi un esempio? Invece di chiudere tutti gli zuccherifici italiani tranne uno, potevano essere tutti riconvertiti a produrre etanolo da usare come addizionale per la benzina, con grande vantaggio per tutti. Da quando il Brasile ha seguito questa strada (ben prima di Lula, sorry), è diventato il paese leader al mondo in tutta la tecnologia legata all’etanolo, e diminuito parecchio l’inquinamento, salvando al tempo stesso una fetta importante della produzione agricola nazionale.
E pensare che tutti i motori Fiat possono già funzionare ad etanolo: altro che cassa integrazione pagata da noi…
prometeo ha detto questo il giorno 16 Luglio 2007 alle 07:44
So bene che un referendum è solo abrogativo, però (sempre se mi hanno spiegato bene) il referendum fatto fu praticamente un plebiscito.
Credi che se volessero tornare sul nucleare oggi la storia non si ripeterebbe?
Ad ogni modo: se è vero che le scorie nucleari non inquinano nel breve termine, tenersi rifiuti tossici e radiattivi che rimarranno tali per milioni di anni però non mi sembra il massimo. Senza contare che non mi fiderei per niente della costruzione in Italia di centrali o aree di stoccaggio, vista la negligenza (usualmente) insita nell’italiano. Non che tutti non badino a quello che fanno, ma così a pelle direi che ci sarebbero più rischi qua in Italia rispetto ad altri paesi.
Per il secondo punto non posso che essere d’accordo.
iacchi ha detto questo il giorno 16 Luglio 2007 alle 09:14