La forza delle idee
Prima di passare ad un qualche contenuto che rispecchi il titolo del post, vorrei fare un po’ di cronaca e di pubblicità.
Stasera ero alla libreria Edison in centro a Firenze per la presentazione del libro “La profe - diario di un’insegnante con gli anfibi”, edito da Mondadori e scritto da un’insegnante di lettere fiorentina, Antonella Landi, che è anche scrittrice di un blog.
Il libro parla di scuola, di quella vera, vissuta, e invito a leggerlo tutti i genitori (presenti e futuri) e comunque chiunque conservi con la scuola un certo legame affettivo.
Personalmente, non sapendo ancora se rientrerò nella prima categoria, rientro però sicuramente nella seconda e il libro mi ha veramente riaperto e liberato una parte di cuore, effetto forse accentuato dal mio momentaneo stato psico-fisico (più che altro psico).
Qualcuno (non ricordo chi, onestamente) una volta disse che una canzone che ti colpisce e ti penetra per te avrà sempre un valore speciale, tutto tuo. Non importa se chi la canta ti tradirà nelle aspettative o nei fatti, la canzone è slegata da tutto e per te avrà sempre significato, come se la canzone in sé fosse astratta da tutto il resto.
Mi piacerebbe che fosse vero, ma datemi del materialista quanto vi pare (cosa che in effetti è vera), però non ci credo, non è così.
Una canzone (o un’opera di qualsiasi altro tipo) acquista forza nel suo contenuto grazie a chi la canta, perché si viene a creare tra l’ascoltatore e il cantante una comunione di intenti e di idee che rende una canzone quello che è per ogni singolo individuo. Se chi canta una canzone non ne porta avanti le idee, lo spirito che la canzone stessa contiene, allora quella canzone perde, se non tutto, gran parte del suo peso, del suo valore; almeno finché qualcuno non la farà sua e inizierà veramente a credere in quello che dice e ad impegnarsi per realizzare ciò che esprime.
Finora nelle mie esperienze di vita la “perdita di valore” batteva la “riconferma di quanto detto” 2 a 1, dopo stasera posso considerare un momentaneo pareggio.
La prima esperienza negativa è stata con Marco Paolini, che ho avuto modo di incrociare per qualche minuto al teatro Puccini di Firenze. In questo caso l’incontro è stato troppo breve per un giudizio definitivo, quindi nonostante il lavoro di ricerca e messa in scena continui ad essere per me estremamente valido, la persona inizia già a puzzarmi di falso.
La seconda esperienza negativa viene da Jovanotti, col quale ho avuto modo di (più o meno) lavorare per qualche giorno. Considerate che lo consideravo il mio terzo cantante italiano preferito, adesso non riesco più ad ascoltare le sue canzoni. L’odio che si è creato verso di lui è pari solo alla simpatia e all’affetto nati per sua figlia, che fortunatamente di solito è affidata alle cure della madre.
L’unica nota positiva finora veniva dalla Banda Osiris, anche loro incontrati al Puccini, che ha rafforzato l’idea che già avevo, e cioè che sui musicisti ci si può sempre contare, a differenza di cantanti e attori.
Stasera è stata la seconda nota positiva. Anche se dal blog già si capisce molto di una persona, l’incontro (semi) faccia a faccia di stasera ha confermato le mie impressioni sull’autrice, e ha avvalorato ancora di più un libro già di per sé significativo. C’è da dire che l’autrice è un’insegnante e non una scrittrice vera e propria, tuttavia altri incontri e conferenze con Camilleri e Piumini tendono a farmi credere che anche quella degli scrittori sia una categoria di persone “di cui ci si può fidare”, almeno nel senso della riflessione di questo post.

5 commenti a “La forza delle idee”
hey ragazzo,presentati prima di sputare sentenze.
se non hai il coraggio di mostrare la tua faccia le tue esternazioni sono scuregge nell’acqua.
lorenzo ha detto questo il giorno 1 Luglio 2007 alle 17:53
Non c’entra nulla, ma mi complimento davvero per questo tuo profondo argomento: BRAVO!!!
miki64 ha detto questo il giorno 1 Luglio 2007 alle 17:55
Nessun problema a presentarmi, anche se dubito che il vero Lorenzo Cherubini perda tempo qui.
Ci siamo incontrati durante i vari stage a Cortona, sono uno degli animatori.
iacchi ha detto questo il giorno 1 Luglio 2007 alle 18:52
Ah, comunque: usare un proxy americano per venire a scrivere qui non mi sembra il massimo della trasparenza
E mi fa convincere sempre più che tu non sia chi dici di essere.
iacchi ha detto questo il giorno 2 Luglio 2007 alle 12:36
pensa sempre che quando qualcuno ti delude la vera delusione sei tu.
lorenzo ha detto questo il giorno 3 Luglio 2007 alle 00:49