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Di ritorno dall’Olanda

Pubblicato da iacchi il giorno 27 Aprile 2007 alle 05:53.

In effetti il viaggio nel paese dei tulipani finirà domattina (e poi mi aspettano 20 ore di pullman), però sono qui che tento di rimanere sveglio per evitare di dormire solo due ore e mezzo (che è peggio che non dormire) quindi il post lo scrivo ora.

Per chi se lo fosse perso, da domenica scorsa sono qui ad Amstelveen (20 minuti di bici da Amsterdam) per uno scambio culturale tra scuole di musica, ospite di una delle famiglie dei ragazzi dell’orchestra del posto.
Durante la settimana tra prove e concerti c’è stato poco tempo per girare, però ho visto abbastanza da riportare qualcosa di interessante, inoltre stando a contatto con gli olandesi se ne imparano anche gli usi e i costumi.

Intanto devo dire che Amsterdam è una bellissima città: ho avuto modo di girarla un pomeriggio e un po’ la sera in bici andando verso il pub del giorno.
Difficile definirla, è una città unica nel suo genere. In generale l’architettura è molto bella, qui in Olanda usano molto i mattoni scuri, inoltre le case sono molto strette ma alte e profonde perché le case si pagano oltre che a metratura anche a larghezza, vista la difficoltà di creare la terra (Amsterdam è a circa -1.5 m SLM). Si trova di tutto, e in ordine sparso: percorri una via con due tra le più importanti chiese della città, attraversi la strada e sei nel quartiere a luci rosse, ti addentri per raggiungere un’altra parte della città e ti ritrovi in una delle più belle vie della città, piena di ponti su uno dei tanti canali esistenti (in effetti alcuni locali sciupano la vista in questo caso), passando per mercati fissi e raggiungendo uno dei più grandi e tecnologici teatri per l’opera in Europa.

La gente che gira per le strade è tanta, ma tutti si fanno i fatti propri senza dare fastidio. L’importante è stare attenti alle bici che viaggiano piuttosto veloce e ai tram, che piuttosto che fermarsi ti investono (ci sono quasi rimasto una sera…).
In generale gli olandesi sono un popolo gioviale e cortese (oppure sono stato fortunato io :P ), come tutti nel nord Europa grandi appassionati di bici e fumatori incalliti (la prima sera che siamo usciti con i ragazzi dell’orchestra due ragazze che non avranno avuto più di 19 anni si sono fatte in due ed in due ore un pacchetto da 24), anche buoni bevitori ma senza esagerare.
Mi ha colpito molto anche l’interesse per la cultura, e in questo caso (visto che io ero qui per questo) posso riportare soprattutto quella musicale: basti pensare che al “palazzo dei concerti” di Amsterdam una volta alla settimana è possibile venire durante la pausa pranzo ad assistere ad un concerto gratuito di circa una mezz’oretta. Quando mai potrebbe accadere una cosa simile in Italia?
Basta vedere anche la scuola di musica di Amstelveen, che non è una scuola particolare e il paese stesso conta pochi abitanti: la scuola ha circa 250 allievi e l’edificio che la ospità è qualcosa di stupendo: 4 piani, auditorium interno, decine di stanze per lezioni individuali e d’orchestra. La nostra scuola a Firenze, che a parte il conservatorio è la seconda per importanza, conta circa 7 stanze in tutto, con la più grande che è la metà di una delle loro stanze per le prove di gruppo.
Eppure noi italiani siamo ancora (tra) i più bravi musicisti al mondo, per quanto riguarda la classica: questo fa vedere come noi ci disinteressaiamo di un patrimonio culturale importante, mentre da altre parti valorizzano ciò che hanno e tentano anzi di promuoverlo e svilupparlo.

Amsterdam a parte, l’Olanda è una terra piatta e con tantissimo verde. Io ho avuto occasione di visitare solamente due paesi tipici dove vengono mantenute costruzioni e anche vestiti del diciottesimo secolo, quindi non posso basarmi su questo per descrivere un paese medio. Vi posso assicurare che ci sono realmente tantissimi mulini a vento, e anzi a parte quelli “storici” gli olandesi stanno costruendo tantissime pale per ricavare corrente dal vento: se ne vedono ovunque.
Se capitate da queste parti in marzo o aprile, da non perdere è un gradissimo parco, aperto solo in questi due mesi durante l’anno, dove è possibile vedere circa 6 milioni (o almeno così dice la guida) di tipi di fiori diversi. Io oggi ci ho fatto circa 170 foto e se ci mandate lo PseudoTecnico armati di obiettivo per la macro lo andate a riprendere una settimana dopo che è ancora lì a scattare foto…

Per quanto riguarda le cibarie, la cucina tipica olandese è piuttosto povera di ricette (come quella inglese del resto) e quelle poche, a detta degli stessi olandesi, sono degli orrori tremendi. Se venite qui in olanda, quindi, evitate di fermarvi in un ristorante dove servono cucina tipica olandese.

Non so se si è notato dalla lunghezza del post che sto tentando di tirare il più tardi possibile facendo qualcosa per non addormentarmi :P
Tra poche ore sarò a vedere il museo della scienza della capitale, poi in pullman per il viaggio di ritorno.

4 commenti a “Di ritorno dall’Olanda”

Attento ai tram, allora, iacchi!
Ma tu quale strumento suoni? Sai che non sapevo nulla della tua cultura musicale?

Ah, molto bello il riferimento allo Pseudotecnico!

Miki, miki… Mi vien da chiedermi, se ci andasse *un qualche avataromane assatanato*, se tornerebbe in due giorni, e *in quale zona* dell’olanda, o meglio di Amsterdam, lo si potrebbe andare a pinzare…

Dubbi rodono la mia mente verde menta…

@miki: si vede che non stai attento: già nei forum mi era capitato di dire che sono violinista.

@sokak: dubito che dopo due giorni lo ritroveremmo vivo, però vedo che il tuo italiano già non lo è più! :P

Comunque, giusto per finire la cronaca: il viaggio di ritorno è durato 26 ore e mezzo, siamo stati fermi circa sei ore in una stazione di servizio in Svizzera a cinque minuti dalla frontiera italiana perché sono partite le sospensioni di destra al pullman. Un’allegria!

Davvero, non sapevo che tu fossi violinista! :D

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